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L'ayurveda Maharishi

Cenni storici

L'Ayurveda fa parte dell'eterna tradizione della saggezza vedica, è il sistema di medicina naturale più completo del mondo.

Il termine Ayurveda deriva da due parole sanscrite: Ayus, che significa vita, o durata della vita, e Ved, che significa conoscenza o scienza. Ayurveda può quindi essere tradotto con scienza della vita o meglio scienza della durata della vita.

Nell'Ayurveda ha la conoscenza di ogni aspetto relativo alla salute e alla vita ma a causa delle vicende storiche che si sono susseguite in India queste conoscenze sono diventate via via sempre più frammentarie; gran parte di esse sono state dimenticate e quanto è rimasto è diventato patrimonio di un ristretto numero di esperti.
Negli anni ottanta Maharishi ha riportato alla luce l'Ayurveda nella sua completezza e integrità dalla letteratura vedica.

Il primo contributo di Maharishi all'Ayurveda è stato il recupero di alcune tecniche mentali, come la Meditazione Trascendentale, volte a favorire la piena realizzazione del potenziale della fisiologia della coscienza. Originariamente anche tali tecniche costituivano parte integrante dell'Ayurveda ma hanno finito con l'assumere un'importanza secondaria o venire completamente abbandonate. II passo successivo compiuto da Maharishi è stato quello di collaborare con i principali esperti dell'Ayurveda tradizionale rimasti per ricostruirne le conoscenze nella loro integrità.

I più importanti sono stati il Dr. B.D. Triguna, consigliere del governo indiano, già presidente dell’Associazione indiana dei medici ayurvedici, massimo esperto mondiale nel campo della diagnosi del polso o Nadi Vigyan; il Dr. Balaraj Maharshi, il massimo esperto nel Dravyaguna, la scienza dell’identificazione e dell’utilizzo delle piante officinali e il Dr. V.M. Dwivedi, esperto a livello mondiale nella scienza dei Rasayana, speciali formule per la longevità, l’equilibrio psico-fisico e la prevenzione.

maestri

ayurveda

La conoscenza dell'Ayurveda, in forma orale, risale a circa 5000 anni fa o forse a un'epoca ancora precedente. Le prime testimonianze scritte risalgono al VI o VII secolo a.C.

Inizialmente e per migliaia di anni la conoscenza dei Ŗishi (veggenti Vedici) è stata tramandata da maestro a discepolo, esclusivamente attraverso una tradizione d’insegnamento orale, tramite la recitazione. Molto più tardi la conoscenza venne scritta su foglie di palma e successivamente ha costituito la base degli odierni libri di testo ayurvedici.
I più importanti testi classici dell’ayurveda sono:

• Il grande trio - Brihat Trayi:
- Charaka Samhita – che tratta di medicina interna, tessuto mesodermico e organi;
- Sushruta Samhita – che tratta di chirurgia, naso, orecchie, gola, occhi, tessuto endodermico e organi;
- Vagbhatt Samhita – Che tratta di medicina generale, tessuto endodermico e organi.

• Il piccolo trio - Laghu Trayi:
- Bhava Prakasha Samhita – Dravyaguna – che tratta di conoscenza delle droghe, nucleo cellulare;
- Sharngadhara Samhita – che tratta di preparazione delle erbe, citoplasma e citoscheletro;
- Madhava Nidana Samhita –che tratta soprattutto diagnosi, membrana cellulare.

Ashtanga: le Otto Branche dell’Ayurveda:

  1. Kāya Cikitsā (Medicina Interna)
  2. Śālākya Tantra (Trattamento delle malattie della zona al di sopra della clavicola - testa e collo – cioè occhi, orecchie, naso, lingua, gola)
  3. Śālyā Tantra (Chirurgia Generale)
  4. Agada Tantra (Tossicologia)
  5. Bhūta Vidyā (Psicologia, Psichiatria)
  6. Bāla Tantra (Trattamenti per i bambini / Pediatria)
  7. Rasāyana (Scienza del Ringiovanimento, Geriatria)
  8. Vājikaraṇa (Scienza degli Afrodisiaci)

Lo Scopo dell’Āyurveda

La priorità è preservare la salute di coloro che sono sani e aiutarli a realizzare i quattro scopi principali della vita:

Dharma: la giusta azione in base alla meta propria di ogni individuo
Artha: la ricchezza, l’ottenimento dei mezzi di sostentamento
Kāma: la soddisfazione dei desideri e delle passioni nell‘ambito relativo
Mokṣa: il raggiungimento della salvezza con la liberazione e l’illuminazione

"Obiettivo dell‘Āyurveda è proteggere la salute di coloro che sono sani e di alleviare le malattie ai malati."
- Caraka, Sutrasthana 30, 26

I tre dosha

Secondo la teoria Panchamahabhuta, i cinque elementi si combinano per formare le tre tendenze di base o principi attivi della materia, denominati dosha.

Dosha significa letteralmente impurità. I dosha sono considerati impurità in quanto nel passaggio dalla creazione soggettiva alla creazione oggettiva, la coscienza diventa più grossolana o impura.

I tre dosha sono vata, pitta e kapha.
Secondo i testi ayurvedici Vata è una combinazione di akash e vayu; Pitta di agni e jal e Kapha di jal e prithvi.
Dal punto di vista fisiologico i tre dosha rappresentano i tre fondamentali principi metabolici e psicofisiologici alla base del funzionamento dell' organismo, ossia,

rispettivamente: movimento, metabolismo e struttura.
I tre dosha ci ricordano la struttura triadica della pura coscienza, nella quale le tre componenti, il soggetto conoscente, il processo della conoscenza e l’oggetto conosciuto, sono denominati Rishi, Devata e Chhandas.

In effetti Vata, Pitta e Kapha costituiscono le espressioni materiali più sottili a livello del corpo rispettivamente di Rishi, Devata e Chhandas.

Secondo l’Ayurveda Maharishi ogni persona alla nascita è dotata di una diversa proporzione dei tre dosha. E come dire in un certo senso che ognuno di noi ha una particolare mescolanza di geni. Benché tutti e tre i dosha siano presenti in ognuno di noi, generalmente prevale una combinazione di due o tre dosha, uno dei quali è predominante. Per esempio, una persona può essere classificata come Vata-Pitta, Vata-Kapha o Pitta-Kapha.

Meno comune è l'individuo mono-doshico, nel quale predomina un solo dosha. In casi rari, tutti e tre i dosha possono essere ugualmente pronunciati.
L'alimentazione, l’età, le condizioni atmosferiche e innumerevoli altri fattori influenzano la proporzione fra i vari dosha nella fisiologia. Ciò ha profonde implicazioni per la salute. Quando i dosha rimangono nella loro proporzione ideale (che varia a seconda delle persone), l'individuo rimane in uno stato di salute. Quando si verifica uno squilibrio, come nel caso in cui, ad esempio, uno dei dosha aumenta o diminuisce in misura considerevole rispetto agli altri, si innesca il processo patologico. La predisposizione a contrarre malattie diverse, così come il decorso di ogni malattia, dipenderà dal dosha predominante.

La finalità dell’ayurveda Maharishi è quella di ripristinare l'equilibrio fra Vata, Pitta e Kapha. Quando i dosha sono in armonia, l'intelligenza interna dell' organismo si riflette più compiutamente a tutti i livelli della funzionalità fisiologica.

Dosha e elementi

La manifestazione dei Pancha Mahabhuta e dei Dosha dal Campo Unificato (Samhita). I tre dosha sono come una triade della personalità, se sono in equilibrio, creano armonia fisica e mentale

Nome

Traduzione

Collegamento alla fisica

Stati della Materia

Fisiologia

Tanmatra

Akash

Spazio

Spin 2

Gravitone

Geometria dello spazio-tempo

Suono

shabd

Vayu

Aria

Spin 3/2

Gravitino

Gassoso

Tatto

sparsh

Agni (Tejas)

Fuoco

Spin 1

Campi di forze

Plasma

Forma

rup

Jal (Apa)

Acqua

Spin ½

Campi di materia

Liquido

Gusto

ras

Prithvi

Terra

Spin 0

Campi di Higgs

Solido

Olfatto

gandh

Le funzioni dei tre Dosha

Dosha

Mahabhuta

Funzione

Vata

Akash

Trasporto, movimento e comunicazione - Srota

Vayu

Pitta

Agni

Metabolismo, digestione e trasformazione - Agni

Jal

Kapha

Jal

Struttura e coesione - Dhatu (canali)

Prithvi

Le qualità di Vata, Pitta e Kapha

VATA: Spazio + Aria

Movimento - Trasporto - Comunicazione

vata_spazio_aria

Qualità

Descrizione

Ruksha

Secco, ruvido

Come la secchezza e la ruvidità del vento

Come la pelle degli anziani.

Shita

Freddo, fresco

Come una brezza fresca, o come un freddo

Penetrante che”entra nelle ossa”

Laghu

Leggero

Come la leggerezza dell’aria, di una piuma, di un palloncino, movimento verso l’alto

Sukshma

Sottile, minuto

Penetrante

il valore più astratto della fisiologia. Visto solo dalle sue azioni. Entra e occupa tutti i pori e gli spazi vuoti.

Chala

Movimento

Inizia i movimenti. Non fisso, instabile, irregolare, impredicibile e sempre mutevole come il vento.

Vishada

Chiaro, non appiccicoso

Come una superfice lavata. Come un’articolazione non lubrificata

Kilara

Fragile, spezzato

come la fragilità delle ossa degli anziani. Come i capelli e la pelle secca. Non controllato e incontrollabile.

PITTA: Fuoco + Acqua

Metabolismo - Digestione - Trasformazione

pitta

Qualità

Descrizione

Sasnesha

Un po’ untuoso

Come l’oleosità su un dito mosso attraverso la fiamma di una candela. Come l’acqua sul pavimento scivoloso.

Ushna

Caldo, tiepido

Calore in ogni forma

Tikshna

Acuto

Come l’acutezza della fiamma che brucia

Drava

Liquido

Come I fluidi digestivi

Amla

Fluidi acidi

Come l’acidità del materiale in decomposizione

Katu

Piccante, scottante

Come le spezie e le sostanze chimiche irritanti.

Sara

Movimento, flusso

Come la fiamma e I fluidi. Più legato alla terra di Vata

KAPHA: Terra + Acqua

Coesione - Struttura

Kapha2

Qualità

Descrizione

Guru

Pesante

Come una pietra pesante. Movimento verso il basso.

Shita

Freddo, fresco

Come una bevanda fresca, pioggia, neve.

Mridu

Soffice

Come la pelle di un bambino.

Snigdha

Untuso, oleoso

Come olio o cibi grassi, panni saturati di grasso

Madhura

Dolce

Come dolcezza nel parlare, comportam, cibo.

Sthira

Stabile, fermo

Stabile, regolare, non mutevole

Picchila

Appiccicoso

come colla, come sputo aderente al lavandino.

Come barfy o cibo appiccicoso.

Principali localizzazioni nel Corpo dei Tre Dosha

“Benché siano presenti in tutto il corpo, Vata, Pitta, e Kapha si trovano in prevalenza rispettivamente sotto, all’interno e sopra l’area che sta tra il cuore e l’ombelico."
- Aṣṭāṅga Hṛdaya, Sūtrasthāna, 1.7

Vata

La vescica urinaria, il retto, i fianchi, le cosce, le gambe, le ossa ed il pakvaśaya sono le sedi di vāta; tra di esse la principale è pakvaśaya.

Pitta

Il sudore, rasa, lasīkā, rudhira (rakta) e la parte bassa di āmaśaya sono le sedi di pitta; tra di esse āmaśaya è la principale.

Kapha

Il torace, la testa, il collo, le articolazioni, la parte alta di āmaśaya ed il tessuto grasso sono le sedi di kapha; tra di esse il petto è la principale.

La costituzione individuale: Prakriti

La prakriti, che significa natura, di un individuo rappresenta il suo naturale stato di equilibrio fra i livelli sottili della fisiologia della materia, ossia tra i dosha (cioè la proporzione relativa di Vata, Pitta e Kapha) al momento della nascita.

L’individuazione della Prakriti è un elemento molto importante in Ayurveda, sulla base della quale si hanno indicazioni per la diagnosi e il trattamento delle malattie, per la scelta della dieta, per determinare lo stile di vita più adatto. Individuando la prakriti personale, si possono capire in modo molto approfondito le caratteristiche di un individuo: il tipo fisico, gli aspetti della mente e della psiche, gli aspetti positivi e negativi del carattere, il tipo di lavoro a cui si è portati, la predisposizione a certe malattie, ecc.

I dosha sono presenti ovunque nel corpo, regolano la funzione di ogni tessuto, di ogni organo, di ogni singola cellula e sono responsabili della natura psico-fisica dell'individuo. Anche se in ognuno di noi sono presenti tutti e tre i dosha, la loro proporzione varia e si può avere la predominanza di un dosha, di due dosha, oppure i tre dosha possono essere presenti in quantità pressoché equivalente.

Comi si è già detto la prakriti individuale è determinata dalla proporzione in cui si trovano i dosha in ogni persona, questa è una caratteristica peculiare ed unica per ogni individuo e secondo tale misura la persona acquisisce particolari caratteristiche fisiche, mentali e caratteriali.

Per esempio, una persona con costituzione vata rifletterà le qualità dell'aria che predomina in questo dosha : di solito è alta e magra, è una persona creativa, originale, abile nelle espressioni e attività artistiche, è anche veloce, nervosa, ansiosa, psicologicamente instabile, dalla memoria corta, con pelle secca, voce bassa e debole, appetito variabile e amore per i viaggi.

Fattori responsabili per formazione della prakriti individuale
Quando lo sperma e l'ovocito si uniscono nell'utero della madre per dare luogo allo zigote, i dosha predominanti nello sperma, nell'ovocito e nell'utero materno determinano il tipo di costituzione del nuovo essere vivente.

La prakriti individuale, al momento della nascita dipende dai seguenti fattori:
1) Fattori ereditari e genetici del padre e della madre
2) Dieta e stile di vita della madre durante la gravidanza
3) Stagione
4) Fattore individuale

Molte persone nelle generazioni moderne soffrono di problemi mentali come stress, ansia, paura, invidia, avidità, ecc., nascono molti bambini con un sistema immunitario debole per cui si osserva una maggiore incidenza dei disturbi dovuti ad allergie e intolleranze alimentari. Tutto ciò è causato anche dalla mancanza di una adeguata conoscenza delle regole basilari che determinano la formazione di una nuova vita. Lo stile di vita moderno è diventato innaturale e stravagante per cui porta facilmente all'assenza di dosha normali e di buona qualità nello sperma e nell'uovo. Anche la medicina moderna afferma che molte malattie presenti nei nuovi nati sono dovute a una dieta e uno stile di vita improprio da parte della madre. Per esempio, abusare di fumo ed alcool durante la gravidanza non fa certo bene al feto in via di formazione e influenzerà in modo permanente i suoi dosha.

All’interno dei fattori sopra riportati possiamo segnalare:
1. Famiglia: soprattutto il carattere e il comportamento dei genitori e dei nonni influenza la natura psicofisica del bambino.
2. Ambiente culturale: il carattere dell'ambiente culturale, religioso e sociale in cui nasce un bambino influisce sulla sua natura.
3. Luogo di nascita: a causa delle differenti condizioni climatiche ed ambientali il bambino assume alcune qualità particolari. Per esempio le persone nate nei climi caldi hanno la pelle più scura e sopportano meglio il clima caldo.
4. Età dei genitori: in Ayurveda si dice che i bambini nati da genitori di diverse classi di età hanno certe qualità specifiche. In tarda età, per esempio, il seme diventa debole e questo influenza la prakriti del bambino.
5. Periodo dell'anno: i bambini nati in diversi periodi dell'anno possono avere certe caratteristiche ed abitudini particolari. Questo concetto viene spiegato bene nella scienza dell'astrologia vedica (lo Jyotish è parte della letteratura vedica ed è uno strumento utile per capire le caratteristiche individuali).
6. Caratteristiche individuali dei genitori: come il tipo di famiglia o la classe sociale influenza la prakriti del bambino, così le caratteristiche uniche e individuali dei genitori hanno la loro influenza.

Secondo la predominanza di uno, due o tutti e tre i dosha, sono possibili sette tipi di costituzione:
1. Vata
2. Pitta
3. Kapha
4. Vata - Pitta
5. Pitta - Kapha
6. Vata - Kapha
7. Vata - Pitta - Kapha

La maggior parte delle persone è una combinazione di due dosha, esse possiedono le caratteristiche di ambedue i dosha secondo la percentuale della combinazione. Più raramente si ha la predominanza di un solo dosha, mentre estremamente rara è l'ultima combinazione, che è il tipo migliore di costituzione, perché lo stato equilibrato dei tre dosha neutralizza le loro cattive qualità.

Caratteristiche dei vari tipi di prakriti

Vata

Le qualità predominanti di vata sono: freddo, secco e irregolare.

II principio vata, come si è detto, deriva da akash (spazio) e vayu (aria). Vata è connesso al movimento all'interno del corpo e presiede funzioni vitali quali la respirazione, l’escrezione e il controllo neurale delle funzioni sensoriali e motorie. Le persone la cui prakriti è prevalentemente vata sono generalmente longilinei e di costituzione leggera.

Raramente amano il freddo, di solito hanno avversione per il vento forte e prediligono il tempo caldo, l'acqua calda e il cibo caldo. Presentano una marcata tendenza alla pelle secca, costipazione e appetito variabile: a volte molto pronunciato, a volte scarso. I tipi vata sono generalmente brillanti, afferrano rapidamente concetti nuovi, apprendono facilmente, ma hanno difficolta a memorizzare a lungo temine.

I vata sono anche veloci nel concepire e avviare nuovi progetti, ma hanno difficolta a portarli a termine. Spesso sono estremamente creativi, ma possono essere eccessivamente emotivi e con estremi sbalzi di umore. Quando i vata si sentono bene possono essere quasi euforici.

Quando il dosha vata perde il proprio equilibrio si manifesta una forte tendenza alla preoccupazione e all'ansia. Le persone soggette a questo tipo di squilibri si sottopongono a sforzi eccessivi pur non disponendo di forze fisiche e stabilità sufficienti. I tipi vata sono soggetti all'artrite e all'ipertensione arteriosa. In generale sono estremamente sensibili a tutti gli stimoli ambientali e hanno una bassa soglia del dolore.

Pitta

Le qualità predominanti di pitta sono caldo, oleoso e irritabile.

Il secondo tipo costituzionale principale, ossia Pitta, si basa sulla predominanza del dosha Pitta nella propria prakriti, che è connesso con il calore e il metabolismo. Gli elementi agni (fuoco) e jal (acqua) sono alla base delle tendenze pitta. Pitta presiede a funzioni come la digestione e la termoregolazione.

I tipi pitta hanno alcuni tratti in comune con i tipi vata. Anch'essi tendono ad avere menti agili, ma hanno molta più energia e capacita di resistenza.

Possono essere estremamente aggressivi e dotati di un intelletto molto acuto e penetrante. Son ben organizzati e possono svolgere autorevolmente un ruolo decisionale. Il loro corpo è in grado di sopportare una notevole dose di disciplina fisica e di sforzo e spesso abusano di questa prerogativa. Il generale George Patton era quasi certamente un tipo pitta. Non è un caso che fra i militari e gli atleti si trovino frequentemente tipi pitta. Quando pitta si squilibra, i tipi pitta di solito hanno difficolta a controllare la rabbia. Possono diventare impazienti e può risultare difficile avere a che fare con loro. I pitta hanno una buona capacita digestiva, ma è necessario che consumino i pasti in orario se vogliono conservare la calma. L'ulcera peptica è una tipica affezione dei tipi pitta. Ogni qual volta insorge un sintomo cutaneo, a prescindere dalla costituzione individuale, esso va interpretato come uno squilibrio di pitta. Le persone pitta hanno un' avversione all'acqua calda e, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, anche al semplice tatto, la loro cute è decisamente più calda di quella di una persona vata.

Il terzo tipo costituzionale principale, kapha, è dominato dal dosha kapha, che è connesso alla strutturazione. Fra i personaggi della favola della tartaruga e la lepre, la tartaruga, che vince la gara con la sua lentezza e perseveranza, rappresenta il puro tipo kapha. A livello corporeo il principio kapha presiede alle basi strutturali della fisiologia. Le sue caratteristiche di solidità e inerzia derivano dagli elementi prithvi (terra) e jal (acqua). Sono associate a kapha strutture come le membrane e i tessuti connettivi che conferiscono connessione e stabilita alle diverse parti del corpo.

Kapha

Le qualità predominanti di kapha sono freddo, umido, stabile.

I tipi kapha tendono ad avere una corporatura più robusta, la cute piuttosto oleosa e i capelli scuri e folti. La digestione tende ad essere lenta e le persone kapha hanno spesso problemi di sovrappeso. A differenza dei tipi vata, non sono facilmente irritabili e, a differenza dei tipi pitta, non sono irascibili.

Hanno una mente calma e costante, che apprende lentamente ma conserva a lungo il ricordo di quanto è stato memorizzato. Poiché non si inquietano facilmente sono spesso persone calme, comprensive e gradevoli. Gli aspetti negativi dovuti ad un eccesso o allo squilibrio di kapha possono essere l'apatia e l'indolenza, la mancanza di creatività e di ambizione. I kapha godono di sonno pesante e profondo, ma devono dormire a sufficienza per poter essere in forma e concentrati il giorno seguente. Le patologie kapha prevalenti sono l'asma e l'obesità.

Considerando l'importanza potenziale della costituzione psicosomatica è sorprendente che le ricerche scientifiche in questo settore siano così scarse.
Forse ciò è dovuto alla grande variabilità fra gli individui o alla mancanza di una comprensione di base dei veri principi fisiologici fondamentali di un tale strumento diagnostico.

Vata - Pitta

Nei tipi vata-pitta si uniscono la volatilità, la leggerezza e l'intensità dell'aria e del fuoco.

Rispetto al vata puro hanno una corporatura snella ma più vicina alla media, una digestione più forte e maggiore tolleranza al freddo. Queste persone uniscono l'originalità e la creatività del vata con la determinazione e l'intraprendenza del pitta. Sono persone di grande intelligenza e quando lo stress li mette sotto pressione possono rispondere con un'alternanza di paura e di rabbia.

Hanno bisogno soprattutto di stabilità, la caratteristica del kapha, che equilibra la loro volatilità.

Pitta - Kapha

In questi tipi si combinano l'energia del fuoco e la stabilità dell'acqua dando luogo a un individuo di straordinaria forza fisica, dotato di ottima resistenza, buona salute e grande sicurezza anche a livello psicologico. Hanno una corporatura forte e muscolosa, digestione buona di tipo pitta . Hanno energia stabile unita a grande resistenza quindi sono naturalmente portati all'atletica. La stabilità del kapha e la forza del pitta a volte li porta alla rabbia e alla critica, all'arroganza e all'insensibilità. Hanno bisogno della leggerezza e della flessibilità del vata che equilibra i loro tratti negativi.

Vata - Kapha

In questa costituzione convivono le qualità diametralmente opposte dell'aria e dell'acqua che condividono invece la freddezza. Le caratteristiche fisiche sono generalmente nella norma anche se l'altezza tende a essere superiore alla media. Possono avere la digestione lenta o irregolare e hanno una spiccata avversione per il freddo essendo in questa costituzione carente l'elemento fuoco.

Sono persone profondamente sensibili, umili e adattabili, possono essere dotate di buone qualità creative ed artistiche oppure possono essere portati alle attività sportive per la buona resistenza di cui sono dotati. La freddezza di vata e di kapha si può riflettere nel carattere che può essere carente di motivazione, passione ed entusiasmo. Hanno bisogno soprattutto di calore, in tutti i sensi.

Vata - Pitta - Kapha

Questo tipo di costituzione è molto raro ed è anche difficile da descrivere perché accomuna le qualità e le caratteristiche di tutti e tre i dosha . Fra tutte è comunque la costituzione più equilibrata, con la tendenza a godere di lunga vita, buona salute, buone difese immunitarie. Malgrado ciò, quando si ammalano, sono i tipi più difficili da curare proprio perché manca nella costituzione la prevalenza di un dosha che aiuta a identificare le predisposizioni naturali alle malattie e il modo di riportare l'equilibrio.

Le qualità di:

VATA

PITTA

KAPHA

Statura

Alta

Media

Di solito bassa, ma può essere alta e grande

Corporatura

Magra, ossuta

Media, buona muscolatura

Grande, ben sviluppata

Peso

Leggero, difficoltà a prendere peso

Moderato

Pesante, difficoltà a perdere peso

Aspetto della Pelle

Opaca o scura

Rosea, lucente

Bianca pallida

Struttura della Pelle

Secca, ruvida, sottile

Calda, oleosa

Fredda, umida e spessa

Occhi

Piccoli, nervosi

Penetranti, si Infiammano spesso

Grandi, bianchi

Capelli

Secchi, fini

Fini, oleosi

Spessi, oleosi, mossi, lucenti

Denti

Storti, poco formati

Media grandezza, gengive sanguinanti

Grandi, ben formati

Articolazioni

Rigide, schioccano facilmente

Sciolte

Solide, grandi

Circolazione

Insufficiente, variabile

Buona

Discreta

Appetito

Variabile, Nervoso

Forte, eccessivo

Discreto, ma consistente

Sete

Scarsa, insufficiente

Molta

Discreta

Sudorazione

Scarsa

Abbondante, ma non durevole

Poca all'inizio ma profusa

Feci

Dure o secche

Soffici, molli

Normali

Urina

Scarsa

Abbondante, gialla

Quantità moderata, chiara

Sensitività

Freddo, secco, vento

Calore, luce del sole, fuoco

Freddo, umido

Dif. immunitarie

Scarse, variabili.

Discrete, sensibile al calore

Buone

Unghie

Ruvide, fragili

Morbide, rosate

Morbide, bianche

Tendenze alle malattie

Dolori articolari

Febbre, Infiammazioni

Congestione, edema

Tipo di malattia

Nervosa

Sangue, fegato

Accumulo di muco, polmoni

Attività

Molta, agitata

Moderata

Poca, si muove lentamente

Resistenza allo sforzo

Scarsa, si esaurisce facilmente

Discreta, ma focalizzata

Buona

Sonno

Leggero, Disturbato

Variabile

Eccessivo

Sogni

Frequenti, disturbati

Contenuti, colorati

Poco frequenti, romantici

Prakriti e Vikriti: costituzione di base e squilibrio dei dosha

Nel tempo, a causa dell’esposizione cronica a cambiamenti nel comportamento, dieta, stili di vita , routine giornaliera e stagionali, ecc. provocano una deviazione (Vikriti) rispetto alla Prakriti al momento della nascita.

A causa dello squilibrio dovuto all'aumento di un dosha, per esempio per errate abitudini alimentari, si avrà nella persona l'evidenza delle caratteristiche di tale dosha. Questa condizione potrebbe trarre in inganno se si cerca di determinare la costituzione individuale osservano le cose troppo superficialmente.
Prakriti e vikriti sono due concetti separati che non vanno confusi tra di loro.

La prakriti o costituzione della persona è lo stato naturale che non significa squilibrio dei dosha. Se si ha una costituzione vata ciò non significa che si ha uno squilibrio di vata, ma significa che si ha una naturale predominanza del dosha vata nella costituzione e ciò non comporta squilibrio nei dosha o stato di malattia.

La vikriti o stato squilibrato dei dosha è lo stato di malattia che può riguardare uno qualunque dei tre dosha , anche quelli che non predominano nella costituzione individuale. Il medico ayurvedico deve ben distinguere fra questi due concetti e, individuati i dosha che sono in squilibrio, deve cercare di riportarli al loro naturale equilibrio con le terapie adatte.

Nadi Vigyam: l’analisi del polso

Con il Nadi Vigyan è possibile per un medico individuare la quali dosha e sottodosha sono squilibrati e quindi di compiere un'analisi precisa della particolare patologia di cui e affetto il paziente.

Determinare la vikriti e estremamente importante anche nel caso in cui non vi siano patologie gravi, in quanto il medico può scoprire in base ai sottili squilibri rilevabili al livello del polso, i prodromi di malattie future molto prima che queste si manifestino. Una volta formulata la diagnosi il medico ayurvedico prescrive strategie terapeutiche e preventive, molte delle quali altamente individualizzate, in quanto basate sulla prakriti e vikriti del paziente.

Secondo la Scienza Vedica Maharishi la diagnosi mediante l’esame del polso viene effettuata quando il Vaidya sente il polso utilizzando il valore del raffinato senso del tatto e si pone in uno stato di perfetto equilibrio e ordine, ad un livello di consapevolezza altamente evoluto, cioè al livello della propria dinamica di pura coscienza auto interagente. A partire da quel livello, la sua consapevolezza penetra con precisione nel Sé interiore del paziente, scandagliando il livello dove il campo infinito di pura coscienza diventa materia. Da questo livello egli può avvertire le fluttuazioni della coscienza nell'intero corpo.

Il polso nell'Ayurveda Maharishi va esaminato con tre dita, ognuno dei quali viene utilizzato per sentire le condizioni di uno dei tre dosha. Il dito più vicino al polso sente lo stato di equilibrio di Vata, il dito medio sente le condizioni di Pitta e il dito più lontano dal polso sente lo stato di Kapha. Con tutte e tre le dita il medico controlla anche la qualità del polso, la sua forza, la regolarità e frequenza.

Esaminando lo stato di equilibrio di ogni dosha, il medico riceve molte informazioni sul paziente e sul suo stato di salute.

Le sub-divisioni dei Dosha

IDosha sono a loro volta suddivisi in 5 sub-dosha cadauno per un totale di 15 sub-dosha che sovrintendono organi e funzioni proprie, a differenti aspetti dello stesso Dosha e rappresentano unità anatomiche e funzionali ben precise e molto simili a strutture note nella medicina moderna.

Vata

Prana Vata è il soffio vitale, il primo movimento, la prima manifestazione dell’intelligenza cosmica. Risiede nella testa, collo, gola, lingua, bocca, naso, torace, compreso il cuore e gli organi respiratori. Controlla il sistema nervoso autonomo, il sistema respiratorio, dell’attività mentale, del pensare.

Udana Vata è il movimento verso l’alto. Risiede nella gola, torace e ombelico. È responsabile del parlare e della funzionalità delle vie respiratorie, della forza ed energia, della forza di volontà, dei movimenti involontari (tic).

Samana Vata che rende armonioso ed equilibrato. Risiede nel tratto gastro intestinale, negli Srota per il trasporto dei fluidi (come il sudore), Ha riferimento con Antar agni. Supporta i processi digestivi, la peristalsi intestinale, i movimenti dei liquidi e del cibo nel tratto intestinale, del movimento del sudore.

Apana Vata è il movimento verso il basso. Risiede nell’ombelico, nell’apparato urinario, nei genitali, nel colon e nel retto. Sovraintende all’eliminazione delle feci, urina, sperma, sangue mestruale. Interviene nella meccanica del parto. Apana controlla gli altri sub-dosha di Vata

Vyana Vata è il movimento nelle differenti direzioni. Risiede nei vasi circolatori ed in tutto il sistema nervoso periferico. È responsabile della circolazione del sangue e del corretto funzionamento degli organi sensori e motori.

Pitta

Pachaka Pitta che digerisce, che cuoce, che scioglie, che trasforma. Ha sede nello stomaco, nel duodeno e nell'intestino tenue. È responsabile della digestione del cibo, della produzione del succo gastrico e degli enzimi digestivi, di mantenere Jatharagni (il fuoco digestivo), rafforzare tutti Agni di nel corpo. È di supporto alle altre quattro Sub-dosha di Pitta. Governa le funzioni digestive separando i nutrienti dai prodotti di scarto.

Ranjaka Pitta che colora (di rosso brillante, piacevole). Ha sede nel fegato, nel pancreas, nella milza, nei reni. È responsabile del controllo delle attività metaboliche del fegato e della produzione dell' eritropoietina e degli ormoni pancreatici e della surrenale. Da colore a Rasa dhatu così formando Rakta dhatu (formazione del sangue).

Sadhaka Pitta che porta compimento, realizzazione. Ha sede nel cuore, negli emisferi cerebrali e nell'ipotalamo. È responsabile della memoria e di altre funzioni mentali. Promuove la creatività intellettuale ed artistica, la realizzazione dei desideri, l’intelligenza, le emozioni, il coraggio, l’ego, l’energia, il coraggio. Toglie le illusioni.

Brajaka Pitta che porta alla luce, che rende brillante. Ha sede nella pelle. Sovraintende il metabolismo della pelle, la circolazione e il bilancio termico. È responsabile della produzione della melanina e delle differenti tonalità di colore della pelle. Sovraintende all’assorbimento delle sostanze attraverso la pelle e elabora gli effetti dei massaggi, frizioni, bagni, ecc..

Alochaka Pitta che vede completamente, che prende in considerazione. Ha sede nell’apparato visivo inclusi gli occhi, nel nervo ottico e corteccia visiva. È responsabile della visione esterna ed interna, della percezione visiva e dell'elaborazione delle immagini nel sistema nervoso centrale.

Kapha

Kledaka Kapha che inumidisce. Ha sede nello stomaco. È responsabile della umidificazione e digestione iniziale degli alimenti. È il più importante dei subdosha di kapha e nutre tutti gli altri.

Bodhaka Kapha che sente i gusti, che ottiene la conoscenza. Ha sede nel cavo orale e nelle ghiandole salivari. È responsabile della produzione della saliva e della percezione gustativa.

Avalambaka Kapha che supporta, che sostiene. Ha sede nel torace, cuore, polmoni e regione lombare. Supporta il cuore, i polmoni, organi del torace e della regione lombare.

Tarpaka Kapha che dà soddisfazione. Ha sede nelle meningi, nei seni paranasali e nel midollo e liquido spinale. Nutre e rinfresca la mente e i sensi. Provvede all’umidificazione dei seni paranasali, del naso, della bocca e degli occhi. Sovraintende al senso dell'olfatto. Provvede alla lubrificazione della testa, nutre gli organi motori e regola i liquidi nel corpo.

Sleshaka Kapha che unisce, che attacca, crea coesione. Ha sede a livello delle giunzioni intercellulari, delle giunzioni articolari e nel film idrolipidico della pelle. È responsabile del dialogo immunitario tra le cellule, della lubrificazione delle articolazioni, crea coesione in tutto il corpo.

Diversi stati dei dosha nel corpo

Per il normale funzionamento delle funzioni corporee i dosha devono essere presenti un na specifica quantità, essi possono essere presenti nel corpo in tre stati:

Eccesso: quando i dosha sono presenti in quantità maggiore del normale;
Equilibrio: quando i dosha sono presenti in quantità normale;
Difetto: quando i dosha sono presenti in quantità insufficiente.

Di solito la causa di una malattia è l'accrescimento di uno o più dosha, mentre la diminuzione dei dosha in generale non causa disturbi gravi anche se causa una diminuzione della funzione naturale di quel dosha. Esiste anche il caso in cui un dosha invade la zone del corpo e le funzioni proprie di un altro dosha bloccandone l'azione. I sintomi che compaiono sono dati dall'eccesso del dosha invasore, ma il medico esperto sa riconoscere questo stato di cose e per ristabilire l'equilibrio riporta il dosha nella propria sede liberando i dosha bloccati.

Importanza dei dosha e di vata

Dosha (costituenti corporei), dhatu (tessuti) e mala (escreti) sono le categorie di costituenti del corpo umano, quindi essi sono i fattori basilari per il mantenimento della buona salute. Dei tre, i dosha sono il fattore più importante perché, direttamente o indirettamente, i dosha sono responsabili dell'equilibrio dei dhatu e dei mala . Quando i tre dosha sono in equilibrio anche i dhatu e i mala sono in equilibrio, se un disturbo è causato dall'aumento o dalla mancanza dei dhatu o dei mala , alla base di questo c'è uno squilibrio dei dosha che sono i fattori patogeni di base.

Dei tre dosha il più importante è vata perché muove e controlla gli altri due dosha , i dhatu e i mala .Ogni funzione di dosha, dhatu e mala è possibile solo quando si muovono nel corpo, ed essendo vata il dosha che presiede al movimento, è molto importante che il vata dosha funzioni in maniera appropriata. Ciò è ancor più importante nella società moderna dove la maggior parte delle attività e lo stile di vita adottato dalle persone tende a squilibrare vata .

Il fuoco digestivo (Agni)

"Longevità, colorito, forza, capacità d'iniziativa, sviluppo, lustro, vigore, energia, calore e respiro vitale sono basati sul fuoco (agni) del corpo. Se il fuoco è spento, la persona muore; se il fuoco è equilibrato, la persona vive a lungo priva di malattie; se il fuoco è disturbato, la persona si ammala. Il fuoco è quindi la radice (d'ogni cosa)."
- Charaka Samhita, Cikitsasthana, XV, 3-4.

Il fuoco digestivo (agni) è responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti e materiali di rifiuto, dal suo buon funzionamento dipende la formazione, il nutrimento e l'equilibrio dei dosha (costituenti corporei), dei dhatu (tessuti), dei mala (escreti) e dei cinque elementi presenti nel corpo. In Ayurveda si dà molta importanza al buon funzionamento della digestione perché è un fattore basilare per il mantenimento della buona salute, il cibo di cui si nutre una persona può anche essere della migliore qualità e il più adatto, ma se non viene digerito bene può risultare dannoso.

Quando nei testi ayurvedici antichi si parla di fuoco digestivo, gli autori intendevano le funzioni fisiologiche che letteralmente "cuociono" il cibo e lo scompongono per prepararlo alla conseguente assimilazione. Il concetto di agni include quindi la secrezione e l'azione sul bolo alimentare dell'acido cloridrico, degli enzimi intestinali, degli acidi e degli alcali biliari.

Secondo l'Ayurveda nel corpo esistono tredici tipi di agni di cui il più importante è jatharagni che si trova nello stomaco e digerisce il cibo; in sanscrito jathar significa stomaco, agni significa fuoco, per cui jatharagni é il fuoco dello stomaco. Gli altri fuochi digestivi trasformano le sostanze nutrienti estratte dal cibo nei vari tessuti corporei, tutti i fuochi presenti nel corpo possono essere intesi come l'azione di differenti tipi di enzimi digestivi.
Il processo della digestione

Nel processo della digestione vediamo all'opera alcuni dei sotto-dosha o subdosha.
Quando il cibo entra nella bocca viene masticato, ingerito o bevuto per azione del prana vata una delle cinque funzioni di vata dosha responsabile di tutti i movimenti che avvengono nel corpo. Quando passa nello stomaco, kledaka kapha inumidisce e impasta il cibo in un bolo che viene sottoposto all'azione di jatharagni il fuoco digestivo che forma il plasma nutriente. A questo punto entra in azione pachaka pitta che promuove la digestione del cibo e separa le parti da scartare sotto forma di mala. La parte nutriente (ahara rasa ) che va a nutrire tutti i tessuti (dhatu) viene trasportata per azione di samana vata , mentre apana vat a si prende cura dei materiali di rifiuto portandoli verso il colon e il retto da dove vengono eliminati.

I tredici tipi di agni

 - Jatharagni, il fuoco digestivo
 - 5 bhuta agni responsabili della formazione dei pancha mahabhuta, i cinque elementi
- 7 dhatu agni responsabili della formazione dei dhatu, i tessuti corporei.

Jatharagni
Nella catena dei vari processi metabolici, jatharagni, il fuoco digestivo presente nello stomaco, è il primo ad entrare in azione ed è considerato la base di tutti gli altri fuochi digestivi responsabili delle varie attività metaboliche, anche ai livelli più sottili delle cellule dei tessuti.

Il cibo dà nutrimento ai tessuti corporei (dhatu) ed è necessario per la formazione di ojas , l'essenza sottile dei tessuti che genera l'energia vitale, dà forza ai vari organi e sistemi, mantiene efficiente il sistema immunitario. L'azione di jatharagni trasforma il cibo in ahara rasa , le sostanze nutrienti, ahara rasa provvede al nutrimento dei dosha, dei dhatu e degli altri costituenti corporei. Se il cibo non viene digerito bene ahara rasa sarà insufficiente o insalubre, così la qualità e la quantità dei dosha e dei dhatu verrà compromessa, questo creerà squilibrio nei dosha e nei dhatu e il circolo vizioso così instaurato, se non interrotto, darà luogo all'insorgere delle malattie. Per queste ragioni in Ayurveda si pone molta attenzione ad assicurare il buon funzionamento di jatharagni.

I 5 bhuta agni
I cinque bhuta agni sono una parte essenziale del processo della digestione e del metabolismo. Essi convertono il cibo in una forma che il corpo possa assimilare. Abbiamo visto che tutto nella creazione è composta dai cinque elementi, compreso il cibo e il corpo umano. Questo gruppo di enzimi rende la composizione degli elementi (mahabhuta) del cibo, omologa alla composizione degli elementi del nostro organismo, in questo modo le sostanze nutrienti possono essere assimilate dal corpo.

I cinque bhuta agni sono:
- akasha bhuta agni (akasha = spazio)
- vayu bhuta agni (vayu = aria)
- agni bhuta agni (agni = fuoco)
- jala bhuta agni (jala = acqua)
- prithvi bhuta agni (prithvi = terra)

I 7 dhatu agni
Il primo di questi fuochi, rasa dhatu agni, trasforma il cibo reso omologo in rasa (plasma, linfa), il fluido che contiene le sostanze nutritive di cui abbisognano tutti i sette tipi di dhatu (tessuti). Il primo tessuto si chiama linfa perché come la linfa di una pianta nutre tutte le parti della pianta (radici, tronco, foglie, fiori, frutti, ecc.), così la linfa corporea è il nutrimento di base per la formazione di tutti gli altri tessuti. La sequenza di trasformazione del cibo nei vari tessuti è sintetizzata nella seguente tabella:

Substrato o tessuto

Agni, fuoco digestivo

Tessuto prodotto

Equivalente a:

Cibo

jatharagni

ahara rasa

sostanze nutrienti

Ahara rasa

rasa dhatu agni

rasa

plasma (linfa)

Rasa

rakta dhatu agni

rakta

cellule sanguigne

Rakta

mamsa dhatu agni

mamsa

muscolo, tessuto connettivo

Mamsa

meda dhatu agni

meda

tessuto adiposo, grasso

Meda

asthi dhatu agni

asthi

ossa e articolazioni

Asthi

majja dhatu agni

majja

midollo osseo, tessuto nervoso

Majja

shukra dhatu agni

shukra

seme, uovo, tessuto riproduttivo

Shukra

stile di vita armonioso

ojas

essenza dei 7 dhatu

Il tessuto riproduttivo e si produce contemporaneamente ojas. Ciò avviene quando una persona segue dieta, routine e stile di vita appropriati, quando si riposa a sufficienza e adotta una qualche forma di pratica spirituale. In altre parole, quando conduce una vita armoniosa in ordine con le leggi di natura. Ojas ha una qualità molto sottile ma ha anche un valore materiale, si potrebbe dire che ojas si colloca nel "gap", cioè sulla linea di confine fra la coscienza e il corpo. Ojas ha una qualità radiante e si comporta come una lampada posta sulla porta di entrata che permette la comunicazione visiva fra chi sta fuori e chi sta dentro. La radianza e la forza di ojas permette alla Pura Coscienza, la sorgente dell'intelligenza biologica, di esprimersi nella forma del corpo materiale.

I quattro stati di agni

Tutte le funzioni corporee sono influenzate dai dosha, quindi anche le funzioni digestive subiscono questa influenza. Esistono quattro stati in cui agni si può trovare, tre di questi sono dovuti allo squilibrio dei dosha , mentre il quarto è lo stato di equilibrio.

1) Visamagni: è uno stato di instabilità di agni dovuto all'influenza di vata . Questo tipo di agni si trova nelle persone che hanno una costituzione vata o un eccesso di vata. La digestione del cibo è variabile, normalmente lenta, ma a volte anche normale. Si notano comunemente sintomi come stitichezza, gonfiore addominale, dissenteria, dolori dovuti a coliche intestinali.
2) Tikshagni: in questo stato agni diventa troppo veloce o troppo forte, è una condizione che si riscontra nelle persone di costituzione pitta o con pitta aggravato. Jatharagni diventa iperattivo e può digerire grandi quantità di cibo in breve tempo, così la persona si sente sempre affamata. Di solito le persone con questo tipo di agni hanno la bocca secca, sensazioni di bruciore e molta sete.
3) Mandagni: qui la funzione di agni diventa molto lenta e la persona non è in grado di digerire nemmeno piccole quantità di cibo. Questa condizione è dovuta all'aggravamento di kapha dosha . Anche le persone di costituzione kapha tendono ad avere mandagni. I sintomi sono: nausea, vomito, pesantezza di stomaco, pigrizia, tosse, patina sulla lingua e salivazione eccessiva.
4) Samagni: in questo stato la funzione di agni è normale e salutare, ciò indica uno stato di equilibrio dei dosha nel corpo. In questo stato la persona può digerire facilmente una dieta normale e da essa trarre nutrimento e forza perché tutti i dhatu (tessuti), cellule e organi ricevono il giusto nutrimento. In questo modo si mantiene una condizione generale di buona salute.

Fattori che squilibrano Agni: digiuno, assumere quantità eccessiva di cibo, mangiare prima che il pasto precedente sia digerito, alimentarsi in maniera irregolare, mangiare quando c’è indigestione, assumere cibo non sano, sopprimere i bisogni naturali del corpo, amministrare lo Shodhana (purgante) in modo sbagliato, emaciazione dovuta a varie patologie, adattarsi male a luoghi, clima e stagioni, emozioni come ira, preoccupazioni, dolore.

bio ritmo 2

Dathu: i sette tessuti del corpo

Quella stessa intelligenza che è racchiusa nella molecola del DNA e che dà origine alla vita, rinnova anche costantemente il corpo mediante la continua formazione ed il ricambio dei tessuti fondamentali, che nell’Ayurveda vengono detti Dhatu (i pilastri della vita). I dhatu corrispondono in qualche modo ai tessuti ordinari del corpo, così come li conosciamo nella cultura occidentale. Tuttavia il concetto ayurvedico ha un’accezione più ampia ed incorpora dei valori dinamici che non sono previsti dalla definizione di tessuto data dalla dottrina anatomica convenzionale.

I dhatu sono:

Nome Funzione Descrizione

Elem. prevalente

Rasa

Nutrimento

linfa chilo, plasma.

acqua

Rakta

Mantenimento delle attività della vita

frazione emoglobinica del sangue

fuoco

Mamsa

Copertura

tessuto adiposo

terra

Meda

Lubrificazione

tessuto muscolare.

terra

Asthi

Sostegno

tessuto adiposo

aria e etere

Majja

Riempire

midollo osseo

fuoco

Shukra

Produzione dell’embrione

liquido seminale

acqua

La formazione dei Dhatu avviene nella vita embrionale attraverso i nutrienti materni e, successivamente, a partire dai nutrienti presenti negli alimenti.

Il primo prodotto della digestione del cibo è Rasa, che significa appunto “essenza”. Da Rasa originano in successione tutti gli altri Dhatu.
Il processo di trasformazione è sequenziale e ordinato, ogni tessuto genera quello successivo.

Ad ogni passaggio sequenziale viene prodotto Ojas, cos’ anche come i tessuti secondari (upadhatu) e le scorie (Mala)

I Dhatu sono ben formati se il cibo è sano, preparato da persona amorevole, consumato in luogo adatto e senza fretta, se l’appetito e la digestione sono buoni, se si rispetta la Legge Naturale (es. la cena dovrebbe essere sempre leggera), se si evitano gli alimenti incompatibili e se si usano invece regolarmente tutti quelli che favoriscono la formazione di Ojas (il vigore), l’essenza del cibo.

Nel corpo esiste un altro gruppo di tessuti chiamati upadhatu o tessuti secondari (upa in sanscrito significa subordinato, secondario). Come i dhatu, gli upadhatu sono elementi strutturali che sostengono il corpo, ma a differenza dei dhatu non lo nutrono e non sono soggetti ad alcuna trasformazione. Gli upadhatu sono considerati dei sottoprodotti della formazione dei tessuti principali per azione dei vari processi digestivi (dhatu agni). I principali sono:

Dhatu (tessuto)

Upadhatu (tessuto secondario)

Rasa

latte materno, sangue mestruale

Rakta

tendini, vasi sanguigni

Mamsa

grasso muscolare, strati della pelle

Meda

legamenti, membrane

Come esiste un tipo speciale di fuoco digestivo per digerire il cibo (Jatharagni ), così ogni dhatu ha un fuoco digestivo o processo enzimatico che si occupa di formare quel particolare dhatu . Poiché esistono sette tipi di dhatu nel corpo, per la loro formazione ci sono sette diversi tipi di agni (Agni si pronuncia con la g gutturale come in agosto).

Il cibo che è la fonte di nutrimento per tutti i dhatu, va a formare per primo il rasa dhatu , la linfa. Da essa si forma il rakta dhatu, il sangue, poi il mamsa dhatu , il tessuto muscolare, e così via secondo l'ordine prestabilito. Ogni dhatu riceve nutrimento dal dhatu che lo precede e dà nutrimento a quello che segue. La qualità e la quantità di ogni singolo dhatu influenza la qualità e la quantità di quello che segue, per conservare la buona salute è quindi importante che ogni dhatu si sviluppi in maniera appropriata ed equilibrata.

Come il cibo che viene digerito si divide in due parti, i nutrienti (ahara rasa) e le sostanze di rifiuto (mala), così quando si forma ogni dhatu si formano due cose: una è costituita dalle sostanze nutrienti che vanno a formare il prossimo dhatu e la seconda sono le sostanze di rifiuto che vengono espulse dal corpo attraverso i vari canali escretori (srota). Ogni dhatu si forma solo quando il precedente è stato nutrito e ogni dhatu agisce da nutriente per il prossimo.

Quindi, se all'inizio di questa catena di processi di trasformazione il cibo non viene digerito in modo appropriato per formare le sostanze nutritive necessarie, verrà condizionata negativamente la formazione di tutti i dhatu. Allo stesso modo, se qualche dhatu non si forma in maniera sufficiente, influenzerà negativamente la formazione del dhatu che segue. La stessa cosa vale al contrario, cioè, se perdiamo troppo sukra dhatu (tessuto riproduttivo) per sopperire alla mancanza ci sarà un prelievo di maggiori sostanze nutrienti dal tessuto che lo precede majja dhatu (midollo osseo), che a sua volta prenderà maggiori nutrienti da asthi dhatu (tessuto osseo) e così via. In questo modo ci sarà un indebolimento a catena di tutti i dhatu.

Malattie dovute a una alterazione dei dhatu

Molte malattie sono dovute alla insufficiente o eccessiva formazione di alcuni dhatu nel corpo.

L'Ayurveda, vedendo il problema da una prospettiva differente rispetto a quello della medicina moderna, può aiutare a trovare l'origine di una malattia che viene considerata cronica o incurabile. L'origine può essere nel cattivo funzionamento di un certo dhatu agni (processo enzimatico), a volte sta nell'ostruzione degli srota (canali di circolazione) dove scorrono le sostanze nutrienti e le sostanze di rifiuto, oppure il problema può essere nell'ahara rasa (sostanze nutrienti prodotte dalla digestione) che non nutre in maniera sufficiente i dhatu . Seguendo questa logica si può arrivare a capire la causa che scatena la malattia e, se possibile, correggerla in modo definitivo senza limitarsi a trattare i sintomi superficiali.

I sintomi causati dallo squilibrio dei vari dhatu sono:

- Rasa dhatu (linfa): anoressia, sonnolenza, nausea, svenimenti, colorazione gialla della pelle, imbiancamento dei capelli, pelle raggrinzita, impotenza, indigestione e lingua sporca.
- Rakta dhatu (sangue): problemi della pelle come acne, leucoderma, brufoli, punti neri, nevi, eruzioni cutanee, scabbia, tricofizia. Altri sintomi sono ittero, disturbi mestruali, stomatiti e disturbi in cui il sangue fuoriesce dal corpo come il sanguinamento dal naso.
- Mamsa dhatu (tessuto muscolare): adenite nella regione cervicale, cancrena, tumori in generale e nei muscoli, tonsillite, distrofia muscolare.
- Meda dhatu (tessuto adiposo): torpore, aumento dell'emissione dei vari fluidi corporei come sudore, urina ecc., secchezza della bocca, della gola e del palato, sensazioni di bruciore, indigestione e gusto dolce in bocca.
- Asthi dhatu (tessuto osseo): dolori alle ossa, malattie dei denti, vari disturbi dei capelli e delle unghie, atrofia delle ossa.
- Majja dhatu (midollo osseo): capogiri, ascessi profondi, intorpidimento, svenimenti, deterioramento nella formazione delle cellule sanguigne, dolore alle articolazioni specialmente alle dita.
- Sukra dhatu (tessuto riproduttivo): impotenza e infertilità. Lo squilibrio del shukra dhatu dà problemi alla formazione del feto, sono possibili malformazioni in varie parti del corpo e in vari organi.

Relazione fra dosha e dhatu

Abbiamo visto che i sette dhatu si manifestano secondo un ordine naturale e progressivo e si formano dalla trasformazione delle sostanze nutritive apportate dal cibo.

Questa trasformazione avviene grazie a tre azioni fondamentali:

- Diffusione: le sostanze nutrienti vengono trasportate ai sette dhatu attraverso la circolazione sanguigna.
- Selettività: ogni dhatu estrae le sostanze nutrienti di cui ha bisogno per la sua funzionalità.
- Trasformazione: quando le sostanze nutrienti formano ciascun dhatu , vengono trasformate per creare il nutrimento per la formazione del dhatu successivo.

Queste tre azioni operano simultaneamente nella formazione dei sette dhatu. Grazie a un continuo processo di ricambio, i dhatu garantiscono le normali funzioni fisiologiche dei diversi tessuti, organi e sistemi del corpo. Quando a monte di questo processo di trasformazione c'è uno squilibrio dei dosha che sono i principali costituenti della fisiologia, il processo di formazione dei dhatu viene alterato e i dhatu risultano incompleti. Dosha squilibrati e dhatu imperfetti sono sempre coinvolti nel processo che dà origine alla malattia. Per mantenere la salute dei dhatu è necessario conservare l'equilibrio dei dosha, gli strumenti basilari per tenere in equilibrio i dosha sono: dieta adeguata, sufficiente esercizio fisico, un programma di depurazione e tonificazione del corpo, un programma per la mente come la Meditazione Trascendentale.

Ojas

"Come il burro chiarificato è presente nel latte ma non lo si può vedere, allo stesso modo ojas è presente in tutti i dhatu in forma molto sottile".
- Sushruta Samhita

Ojas è la sorgente della felicità, della salute, della luminosità e della bellezza. Viene prodotto in ogni trasformazione metabolica del corpo grazie all’azione di Agni, il fuoco digestivo, ed è il substrato di tutti i dhatu. È essenziale per la salute di tutti i sette Dhatu.

Questa sostanza vitale e sottile è anche un prodotto della coscienza, perché viene prodotto durante i grandi momenti di felicità e beatitudine. La sede principale di Ojas è il cuore. Dà luminosità all’individuo e come conseguenza conferisce alla pelle un aspetto molto luminoso e sano.

Viene prodotto quando i Dosha sono in equilibrio e la digestione funziona normalmente. Quando Ojas viene perduto o distrutto si manifestano tutti quei sintomi associati con la mancanza di vitalità fisica e mentale. Molti aspetti della vita moderna tendono a distruggere Ojas , mentre la dieta equilibrata, uno stile di vita appropriato e la regolare pratica della meditazione trascendentale sono elementi essenziali per mantenere e ricostruire Ojas.

Ojas da al corpo alla mente e ai sensi la capacità di compiere tutte le loro funzioni, dona chiarezza alla voce, colore e luminosità alla pelle, fornisce buona salute, immunità e resistenza al decadimento. Quando Ojas è forte il corpo è forte, fermo e flessibile e i suoi movimenti sono aggraziati, la pelle si presenta liscia, chiara e lucente; i capelli sono folti e splendenti, il viso appare calmo, lucente con un sorriso naturale la voce è melodiosa, chiara e si esprime con dolcezza. A livello mentale un Ojas forte si evidenzia con qualità come gentilezza, compassione, tranquillità e creatività.

Ojas consolida e unisce le tre modalità dell’esistenza dell’ individuo: quella fisica, mentale ed spirituale

Per ottenere una buona formazione di Ojas è quindi importante avere:
- Sama Dosha (i dosha in equilibrio): ojas è legato alle qualità di kapha, ne consegue che una diminuzione di kapha porta ad una diminuzione di ojas. L’aumento di pitta e soprattutto qualsiasi cosa squilibri vata porta ad una diminuzione di ojas
- Sama Agni (Agni in equilibrio): un buon fuoco digestivo porta ad avere il massimo nutrimento dai cibi e quindi tessuti di qualità. Quando vi è una buona digestione del cibo e delle impressioni sensoriali vi è anche una produzione adeguata di ojas. Se non vi è un agni equilibrato vi è produzione di ama, questa inquina non solo il corpo ma anche la mente che obbligherà il corpo stesso a fare scelte non salutari.
- Sama Dhatu (tessuti ben formati ed equilibrati) I tessuti devono essere di qualità e ben formati, soprattutto rasa che è il primo e da esso derivano tutti gli altri. Un attività sessuale regolata porta a preservare shukra, il tessuto riproduttivo, che è anche il più difficile da ricreare in quanto l ‘ultimo della sequenza. Equilibrio nell’attività sessuale porta quindi anche a preservare ojas.
- Satva Bala (mente in equilibrio) è importante incrementare le qualità satviche della mente. Satva è la forza della purezza. Favorire una mente di natura satvica significa contrastare quelle forze che conducono all’ignoranza e all’ottundimento mentale che portano alla diminuzione e distruzione di ojas con conseguenze negative sia a livello fisico che mentale.

Alcuni fattori che incrementano Ojas: mantenere puliti tutti i canali del corpo, mantenere comportamento e alimentazione equilibrati ed in accordo alla Legge Naturale, assumere cibo satvico ed in particolare consumare in maniera regolare latte, ghee e riso che sono facilmente trasformati in Ojas. Praticare regolarmente la Meditazione Trascendentale. Vita semplice e naturale. Programma di purificazione fisiologica vedico (Pancha Karma).

Alcune cause della diminuzione o perdita di Ojas: esercizio fisico eccessivo, digiuno, ansia, alimentazione cruda e insufficiente, eccessiva esposizione al vento e al sole, paura, dolore, notti insonni, eccessivo scarico di muco, sangue, seme e di altri prodotti di eliminazione, ferite, fattore tempo (età avanzata).

Bala, la forza

"Poiché una persona dotata di forza è in grado di eseguire qualsiasi attività, la forza è la componente più importante del corpo."
- Sushruta sutrasthana 35-35

Bala è indicata in ayurveda come la forza che contrasta la malattia, gli effetti patogeni dei dosha, l’invecchiamento e il decadimento del corpo. Per l’ayurveda questa forza non è solamente di natura fisica ma anche psichica, infatti la visione di questa scienza è veramente olistica in quanto prende sempre in considerazione la mente e il corpo come un tutt’uno, due aspetti di un'unica realtà.

Secondo l’ayurveda abbiamo tre tipi di Bala:

- Forza ereditaria (Sahaja bala) è genetica quindi ereditata dai genitori. Esiste dalla nascita
- Forza temporale (Kalaja bala) è legata alle condizioni del corpo durante le diverse fasi della vita e delle stagioni. È massima in giovinezza e nel periodo invernale e minima nella vecchiaia e nella stagione estiva.
- Forza acquisita (Yuktika bala) è il risultato di regimi alimentari, comportamentali, abitudini mentali e fisiologiche e dei rimedi che si adottano. I vaccini della scienza medica moderna sono possono essere inclusi in questa tipologia.

Bala, la forza è legata ad ojas. Quindi per mantenere ed aumentare la forza dobbiamo mantenere ed aumentare ojas. Ojas e bala sono strettamente legati. Ojas contribuisce a mantenere l’integrità dell’organismo e delle difese immunitarie, prende per questo anche il nome di BALA (Forza immunitaria)

I prodotti di rifiuto (Mala)

Insieme a dosha e dhatu vanno a comporre il corpo fisico. Con il termine mala si intendono tutte quelle sostanze che normalmente il corpo espelle mentre compie i processi di creazione e mantenimento dei dhatu. Durante il processo della digestione dei cibi e la trasformazione di un tessuto in un altro vengono formati dei prodotti di scarto chiamati appunto mala. Questi vengono prodotti naturalmente come sostanze inutilizzabili del processo digestivo che va a formare i vari dhatu. L azione dei dosha e di agni separa il materiale di scarto dai dhatu. In un corpo in equilibrio i mala vengono regolarmente eliminati attraverso gli orifizi naturali ed è anche per questo motivo che l ayurveda suggerisce di non reprimere i bisogni naturali. Durante tutta la loro permanenza all’interno del corpo però aiutano la fisiologia ad espletare le sue funzioni. I mala come anche i dosha e i dhatu sono costituiti dai cinque elementi e la loro valutazione può dare informazioni sullo stato di equilibrio o disequilibrio del corpo.

I tre mala principali o grossolani (sthula) sono le feci (purisha) l’urina (mutra) e il sudore (sweda). I mala secondari (kleda o sukshma mala) sono secrezioni eliminate dagli occhi (es. lacrime), naso (es. muco), orecchi (es. cerume), bocca, organi genitali (es. nel maschio lo sperma) e comprendono anche i peli, le unghie, il sangue mestruale e tutte quelle sostanze che vengono separate ed eliminate dai dhatu quando il corpo cerca di correggere degli squilibri (es. muco durante un raffreddore).

Dhatu

Mala

Cibo ingerito

Feci e urina

Rasa

Kapha (muco)

Rakta

Pitta (bile)

Mamsa

Escreti di orecchie, occhi, naso, bocca, follicoli piliferi, genitali

Meda

Sudore

Asthi

capelli, peli del corpo, unghie

Majja

lubrificazione degli occhi, del viso e della pelle

La maggior parte dei prodotti di rifiuto conseguenti alla formazione dei dhatu viene eliminata attraverso feci, urina e sudore, quindi le feci non sono solamente il sottoprodotto della digestione del cibo ma contengono anche i prodotti di rifiuto dei dhatu. L'appropriata eliminazione delle feci è necessaria per il funzionamento normale ed equilibrato dei dhatu .

Nei testi classici dell'Ayurveda si afferma che l'aumento delle feci causa gonfiore addominale, borborigmi e sensazione di pesantezza. L'aumento delle urine provoca dolore alla vescica e la sensazione di non essersi svuotati pur avendo urinato. L'aumento del sudore provoca eccessiva traspirazione, cattivo odore e prurito.
L'eccessiva diminuzione delle feci causa movimenti di aria nell'intestino, dosha vata che si diffonde nell'addome e va verso l'alto provocando dolore intenso ai fianchi e nell'area del cuore.

La diminuzione delle urine provoca minzione scarsa e difficoltosa, alterazione del colore delle urine, sangue nelle urine. La diminuzione della produzione di sudore causa la caduta e la rigidità dei peli, screpolature e fessurazioni della cute.

Malattie come asma, bronchite, lombaggine, artrite reumatoide, sono spesso correlate con l'eliminazione irregolare delle feci. Dal punto di vista ayurvedico accade che se le feci non vengono evacuate appropriatamente, molti dei materiali di rifiuto si accumulano in quelle parti del corpo dove si manifestano i disturbi citati: vie respiratorie, articolazioni, ecc. Inoltre questo accumulo di tossine blocca l'azione delle medicine e impedisce loro di svolgere la loro funzione in queste parti del corpo. Quindi in Ayurveda oltre al trattamento specifico di queste malattie, si dà molta importanza ad assicurare una corretta evacuazione delle feci.

Una persona in buono stato di salute dovrebbe evacuare le feci una o due volte al giorno e passare le urine cinque o sei volte nell'arco delle 24 ore. Ogni volta che la frequenza dell'evacuazione di feci ed urina è minore o maggiore di questi parametri può essere il sintomo di qualche disturbo o malattia.
Quando i materiali di rifiuto si sono accumulati in una certa misura e sono pronti per essere espulsi dal corpo, si sente una urgenza naturale che va subito soddisfatta. Se le sostanze di rifiuto non vengono evacuate immediatamente la sensazione di urgenza passa e le sostanze rimangono nel corpo creando vari disturbi come mal di testa, nausea, sonnolenza, dolori del ventre, dilatazione dello stomaco o della vescica, formazione di aria ecc.

Quando i materiali di rifiuto rimangono per troppo tempo nel corpo, le tossine contenute in essi causano localmente molti disturbi, inoltre, mescolandosi ad altri fluidi corporei, queste tossine circolano nell'organismo e si depositano in altre parti del corpo. Le tossine causano anche l'ostruzione dei canali di circolazione creando disturbi ancora più seri.

A causa dello stile di vita moderno per cui le persone sono sempre molto occupate, sotto stress e in ansia, si trascura l'urgenza naturale di evacuare feci ed urina e questa è la causa di molte malattie.

Anche sudare regolarmente è necessario per eliminare le tossine dal corpo, la pratica regolare di qualche attività fisica è molto salutare come pure la sauna o i bagni di vapore.

Anche nella moderna scienza medica si dà importanza all'evacuazione regolare delle feci e dell'urina e comunemente si fanno analisi delle feci e delle urine per vedere il livello di certi componenti, se questo non rientra nei parametri normali, ciò indica uno stato di alterazione nel corretto funzionamento degli organi o dei sistemi correlati.

L'Ayurveda pone molta attenzione all'esame di come una persona elimina i materiali di rifiuto. Si consiglia dieta, preparati a base di erbe o uno stile di vita adatto in modo che la persona possa liberarsi dai mala regolarmente e al momento adatto. Molte persone soffrono di disturbi dovuti all'abitudine di eliminare gli escreti in maniera irregolare e a volte tali disturbi possono scomparire solo regolando l'evacuazione senza dover ricorrere a medicinali.

Ama (tossine)

La principale conseguenza del cattivo funzionamento dei processi digestivi appena descritti è la formazione di quel che in Ayurveda viene chiamato ama che letteralmente significa "non digerito". In pratica è un accumulo di tossine che sotto forma di materia scura, appiccicosa e maleodorante, si deposita prima nel tratto gastrointestinale e poi viene assorbita insieme alle sostanze nutrienti, penetra in profondità nei tessuti depositandosi laddove il corpo è più debole.

Ama può essere creato in due modi:

1) A causa del fuoco digestivo debole: se il fuoco digestivo (Jatharagni ) è debole, una parte del cibo non viene digerita, rimane nel corpo, diventa tossica e va a disturbare ulteriormente la funzione di Jatharagni.

2) Mangiando in maniera impropria: Per digerire bene il cibo bisogna mangiare secondo la forza del fuoco digestivo e secondo certe regole basilari. Anche se il fuoco digestivo è forte e malgrado le nostre migliori intenzioni, spesso ci si trova a mangiare troppo, a mangiare cibi di cattiva qualità e troppo pesanti, a mangiare troppo tardi, a fare un pasto prima che quello precedente sia digerito, oppure a mangiare quando siamo ansiosi, agitati, arrabbiati o di fretta. Il risultato sarà la formazione di ama.

L'ama che si viene a formare si mescola con le sostanze nutrienti e attraverso i vari canali di circolazione (srota) si deposita in quelle parti del corpo dove l'immunità è più debole. A causa di questo accumulo, si squilibrano i dosha o si bloccano gli srota , i canali di circolazione. Secondo il luogo in cui ama si accumula, compaiono diverse malattie, per esempio, quando ama si deposita nei polmoni si crea congestione, tosse e asma; nelle articolazioni crea artrite; negli intestini crea diarrea o stitichezza.

Secondo l'Ayurveda ama è una delle cause principali delle malattie e nella società moderna questo è un grosso problema. La ragione è che le persone in generale non si alimentano in maniera regolare e non seguono le regole basilari dell'alimentazione. Inoltre il tipo di cibo che si mangia al giorno d'oggi non è particolarmente salutare: cibi fritti, conservati e precotti, prodotti a base di farina bianca e zucchero bianco raffinato, prodotti animali e latticini. Tutti questi cibi sono pesanti e hanno bisogno di un jatharagni forte per essere digeriti. In pratica, per mantenere la buona salute e curare le malattie, bisogna scegliere una dieta che possa essere digerita senza formare ama .

Alcuni sintomi causati dalla presenza di ama nel corpo sono: pigrizia, sonnolenza, febbre leggera, dolori in varie parti del corpo, pesantezza di stomaco dopo i pasti, costipazione, gas intestinali, patina sulla lingua e comparsa di muco nelle feci. La presenza di questi sintomi rivela che il fuoco digestivo è debole o il modo di alimentarsi è sbagliato.

Le contromisure da adottare per tenere sotto controllo ama partono dal requisito fondamentale di scegliere una dieta adatta alle proprie capacità digestive, facendo in modo che il cibo sia digerito facilmente. Bisogna anche stare attenti ai cibi che producono ama, cioè tutti i cibi che hanno qualità pesante e sono difficili da digerire, non è necessario arrivare ad eliminarli completamente, basta mangiarli in una quantità che non indebolisca o sovraccarichi jatharagni.

Alcuni consigli che impediscono l’accumulo di Ama (può essere applicato a pressoché tutte le malattie ed è estremamente efficace):

1. Cibo leggero, evitare in special modo le proteine animali a cena (il pasto serale). Introdurre nella dieta frutta, verdura cotta o al vapore, minestre di vegetali, succhi di frutta e di verdura, spezie in cottura o in aggiunta ai cibi, burro chiarificato.
2. Evitare di mangiare tra un pasto e l‘altro. Mangiare solo se il pasto precedente è stato completamente digerito (a seconda del vostro tipo corporeo e del fuoco digestivo, può richiedere tra le 3 e le 6 ore)
3. La cura del bere acqua calda (vedi qui di seguito)
4. Se necessario usare Pācana (digestivi) per accendere e rafforzare Agni (terapia agni dīpana) e per ridurre (bruciare) ama (terapia āma pācana)

Cura dell’acqua calda

Uno dei metodi più semplici, efficaci e non dispendiosi per liberarsi di ama è l'abitudine di bere regolarmente acqua calda.

Si fa bollire per 15 minuti circa un litro d'acqua, lo si mette in un thermos e lo si beve in piccole quantità durante la giornata. Facendo bollire l'acqua per almeno 15 minuti. In questo modo l'acqua diventa più fluida e penetra più facilmente nei tessuti. L'acqua al suo passaggio, non solo pulisce il tratto gastrointestinale, ma penetra nei tessuti sciogliendo l'ama che si è depositato più in profondità.

Inoltre l’acqua calda: aumenta l‘urinazione, aumenta i movimenti intestinali, riduce i crampi addominali, è carminativa, migliora la digestione, riduce il bisogno di mangiare fuori pasto, di dolci, è mucolitica, è molto purificante.

Oltre a consigliare una dieta per mantenere Jatharagni in equilibrio, l'Ayurveda consiglia regimi e stili di vita adatti alla persona e alle stagioni: routine giornaliera, routine stagionale, regolari terapie di purificazione (Pancha Karma), massaggi con olio, esercizio fisico sufficiente. Tutto questo concorre a mettere l'individuo in armonia con i ritmi e i cicli naturali e mantenere il fuoco digestivo forte ed equilibrato.

Ognuno di noi è un caso a parte e quindi non si possono dare regole precise che valgano per tutti. Ognuno dovrebbe capire da solo quale è la forza del proprio fuoco digestivo, quali sono i cibi che risultano pesanti da digerire e quindi da evitare o da usare con moderazione, quali sono i cibi nutrienti e facilmente digeribili, quale è lo stile di vita che più si adatta alla propria persona. Se risulta difficile capire tutto ciò, è bene rivolgersi a un buon medico ayurvedico che possa dare i consigli adeguati.

Ama da un punto di vista scientifico occidentale

AAma si può paragonare alle seguenti tossine descritte nella medicina occidentale:
- Esotossine:

    • Nicotina
    • Alcol
    • Additivi alimentari
    • Tossine ambientali
    • Medicinali tossici

- Endotossine:

    • Sottoprodotti della digestione e del metabolismo, ad es.: fenoli, indoli, flemma, alcol (metanolo, propile, etanolo, butanolo)
    • Omocisteina
    • Cadaverina, putrescina, spermidina
    • Acidosi
    • Placche, amiloidi, edemi

- Psicotossine:

    • Avvelenare se stesso con situazioni irritanti
    • Messaggeri molecolari di emozioni persistenti di paura, tristezza, odio, invidia, ecc.

Pacana

I canali della circolazione (Srota)

Il termine srota deriva dalla radice “sru” che significa che fluisce, che scorre.

Gli antichi trattati di Ayurveda chiamano srota ogni cavità del corpo attraverso la quale viene trasportata materia o intelligenza. I vasi sanguigni e linfatici, il cuore, gli intestini, le cellule, i microtubuli all'interno delle cellule ecc. tutti questi sono srota. Come ogni altra cosa, anche gli srota sono fatti dei cinque elementi, ma lo spazio (akasha), è l'elemento predominante nella formazione degli srota.

Gli srota sono canali del corpo visibili o invisibili, in essi vengono trasportati i dosha , i dhatu, i mala, il cibo, ahara rasa (sostanze nutrienti), i fluidi corporei, gli impulsi nervosi, i vari oggetti di conoscenza acquisiti dai sensi. La loro funzione e proprietà principale è quella di trasportare vari materiali da una parte all'altra del corpo.

Importanza degli srota nel corpo

Secondo Charaka, mantenere gli srota sani e liberi da ostruzioni è la chiave della buona salute. Gli srota vengono ostruiti principalmente dall'accumulo di ama , ama è prodotto dalla cattiva digestione del cibo e si accumula in certi luoghi del corpo bloccando gli srota e creando situazioni patologiche.

Il disturbo o l'alterazione del normale funzionamento degli srota è dovuto a varie cause come la dieta e lo stile di vita che hanno una natura simile ai dosha (umori biologici) e che hanno una natura opposta ai dhatu (tessuti). Questo accade per il principio ayurvedico che: "il simile aumenta il simile", quel che è simile in natura o per qualità ai dosha aumenterà i dosha che hanno qualità simili, per esempio, i cibi freddi, secchi e non untuosi, aumenteranno vata dosha che è di natura fredda, secca e ruvida. La dieta e lo stile di vita impropri squilibrano i dosha che a loro volta squilibrano i dhatu e creano un disturbo nella funzione normale degli srota. Per evitare il blocco degli srota è necessario mantenere la forza del fuoco digestivo, eliminare per tempo gli escreti, soddisfare gli stimoli naturali e fare esercizio fisico.

Sintomi del cattivo funzionamento degli srota

Aumento della quantità dei fluidi o dei materiali che fluiscono negli srota.
Blocco del flusso. In generale il blocco è dovuto all'accumulo di tossine o materiali di rifiuto che non vengono espulsi dal corpo in maniera regolare. A causa del blocco del flusso normale, le sostanze non saranno in grado di raggiungere il luogo ove sono richieste e questo creerà una anormalità nelle funzioni corporee che si manifesterà come malattia.
Formazione di tumori interni o esterni agli srota. I tumori esercitano una pressione sugli srota e bloccano il flusso della circolazione. Quando il tumore blocca completamente il canale di circolazione, i materiali che scorrono negli srota bloccati sconfineranno nei tessuti o organi circostanti creando uno squilibrio anche negli srota vicini.
Flusso invertito dei fluidi o dei materiali. Questa condizione si osserva in molte malattie, per esempio, nel caso del vomito c'é una inversione del flusso del cibo; nell'iperacidità a volte le secrezioni acide risalgono fino alla bocca e spesso la ritenzione dell'urina avviene perché l'urina non fluisce nella giusta direzione.

Categorie di srota

Nel corpo esistono innumerevoli srota, grandi, piccoli e microscopici.

Secondo i testi ayurvedici essi sono classificati nelle seguenti 16 categorie:

1. Prana vaha srota. Questi sono gli srota che trasportano il Prana o aria vitale. Le cause principali di malfunzionamento di questi srota sono il non soddisfacimento degli stimoli naturali, sforzo fisico eccessivo, indebolimento del sistema immunitario. Ci sono 13 tipi di stimoli naturali che vanno sempre soddisfatti: la necessità di defecare, urinare, ruttare, starnutire, far uscire l'aria dall'intestino, ecc.
2. Udaka vaha srota. Sono i canali che trasportano i fluidi nel corpo, sangue, linfa ecc. Questi canali vengono danneggiati dall'eccessiva esposizione al calore e al sole, dalla eccessiva assunzione di alcool, dall'indigestione, dai troppi cibi secchi e dal non soddisfare la sete.
3. Anna vaha srota. Questi sono i canali che trasportano cibo e bevande come il tratto gastrointestinale. Questi canali non funzionano bene quando la digestione è debole, mangiando troppo, e alimentandosi in modo sbagliato rispetto alla stagione e la costituzione individuale.
4. Rasa vaha srota. Questi canali trasportano il rasa dhatu, la linfa, e vengono disturbati dai cibi troppo pesanti, freddi e untuosi, da ansia, stress e preoccupazioni.
5. Rakta vaha srota. Questi canali trasportano il Rakta dhatu, il sangue. I disturbi vengono da cibi e bevande troppo caldi, piccanti, acidi; troppo tè, caffè, alcool; eccessiva esposizione al calore e al sole.
6. Mamsa vaha srota. I canali che trasportano le sostanze nutrienti del Mamsa dhatu , il tessuto muscolare. Disturbati dall'eccesso di cibi fritti, oleosi, grassi, dalla troppa carne. Anche dormire durante il giorno e dormire subito dopo i pasti disturba questi canali.
7. Meda vaha srota. I canali che trasportano le sostanze nutrienti del meda dhatu, il tessuto adiposo. Mancanza di esercizio o lavoro fisico, mangiare cibi troppo grassi, dormire durante il giorno e bere troppo vino, creano problemi in questi canali.
8. Asthi vaha srota. I canali che trasportano le sostanze nutrienti dell'Asthi dhatu, il tessuto osseo. Questi canali vengono disturbati dal troppo esercizio fisico e dai cibi che aumentano vata .
9. Majja vaha srota. I canali che trasportano le sostanze nutrienti del Majja dhatu, il midollo osseo. Questi canali vengono disturbati dai cibi che hanno qualità opposte, dalle ferite al midollo osseo, dalle fratture e dalla compressione del midollo.
10. Shukra vaha srota. I canali che trasportano le sostanze nutrienti del shukra dhatu, il tessuto riproduttivo. Troppa attività sessuale e al momento sbagliato, repressione degli stimoli sessuali disturbano la funzione di questi srota come le operazioni chirurgiche e le cauterizzazioni agli organi genitali.
11. Mutra vaha srota. I canali che trasportano l'urina. Alterati dall'attività sessuale quando si ha lo stimolo di urinare, reprimere lo stimolo di urinare e dall'assunzione di cibi e bevande che aumentano pitta.
12. Purisha vaha srota. I canali che trasportano le feci. Disturbati dal prendere cibo prima che il pasto precedente sia digerito, debolezza di Jatharagni , costipazione, sopprimere l'urgenza naturale di defecare.
13. Sweda vaha srota. I canali che trasportano il sudore. Alterati dal troppo esercizio fisico, esporsi alternativamente al calore e al freddo ed esporsi al troppo calore. Vengono alterati anche da sentimenti come rabbia, angoscia, ansia, stress e paura.
14. Mano Vaha Srota. I canali che trasportano il pensiero, stati d’animo ed emotività. La mente. Controlla indirettamente tutti i sistemi corporei
15. Artava Vaha Srota (esclusivamente per la fisiologia femminile). I canali che trasportano il sangue mestruale. Utero, ovaie, tube di Fallopio
16. Stanya Vaha Srota (esclusivamente per la fisiologia femminile). I canali che trasportano il latte materno. Ghiandole mammarie, dotti mammari.

Gli srota hanno dunque un ruolo molto importante nella causa delle malattie, da qui la necessità di tenerli in buona efficienza e liberi da sostanze di rifiuto e tossine che potrebbero bloccarli. Una delle cose più semplici da fare per ristabilire il corretto funzionamento degli srota è il digiuno. L'abitudine di digiunare un giorno alla settimana o ogni 15 giorni assumendo solo liquidi, aiuta a liberare gli srota. Durante il digiuno l'apparato digerente riposa e nello stesso tempo viene stimolato agni, il fuoco della digestione, poiché non c'è nessun cibo da digerire, agni brucia lentamente le tossine accumulate negli srota.

RASA, i sapori in ayurveda

La materia ha un utilizzo terapeutico universale, ogni sostanza ha un uso farmacologico, per poter scegliere le sostanze adatte alla corretta alimentazione o alla cura delle malattie, l'Ayurveda usa i parametri del sapore (rasa), dell'energia (virya), dell'effetto post-digestivo (vipaka), dell'effetto particolare di alcune sostanze (prabhava), e delle qualità delle sostanze (guna). Il sistema della classificazione dei cibi e delle erbe secondo il sapore, l'energia, le qualità ecc. della materia di cui sono composte è un bellissimo esempio di come i saggi del passato hanno risolto il problema di trovare un sistema di medicina universale applicabile a diverse culture, stili di vita, realtà geografiche, climatiche ed epocali della Terra.

Oggi per stabilire una dieta siamo obbligati a classificare i cibi secondo il contenuto di calorie, carboidrati, proteine, grassi, vitamine, ecc. Scegliere il cibo adatto secondo questi parametri forse é facile per un esperto di nutrizione, ma non è molto pratico per la maggior parte di noi. Certamente, è più facile distinguere il valore e la funzione del cibo secondo il sapore, questo è il metodo adottato dall'Ayurveda.

Il termine sanscrito rasa ha molti significati: rasa significa essenza e ci indica l'essenza di un cibo o di una pianta, significa linfa, che nutre i tessuti del corpo e le piante, significa anche godimento artistico, nota musicale. Insomma, il concetto di rasa comunica il gusto e il sapore delle cose, siano esse astratte o concrete. Come il concetto dei tre dosha è importante per capire la costituzione degli individui e fare la diagnosi di una malattia, così la conoscenza dei rasa o sapori è necessaria per il trattamento delle malattie. Esiste una stretta relazione fra dosha e rasa poiché entrambi sono fatti dei cinque elementi ed entrambi in generale hanno la predominanza di due elementi. Così, per equilibrare un eccesso di kapha ove predominano acqua e terra, sarà necessario ridurre il sapore dolce presente nei cibi perché il dolce ha la predominanza degli elementi acqua e terra.

Secondo l'Ayurveda esistono sei rasa o sapori:

Sapore

Esempi di cibi

Madhura (dolce)

latte, ghee, burro, riso, pane, datteri, uvette, fichi, cocco, grano, zuccheri, olio, carne, liquirizia

Amla (acido)

yogurt, limone e agrumi, aceto, formaggio stagionato, patate cotte, rosa canina, tamarindo

Lavana (salato)

sale di roccia, sale marino

Katu (piccante)

Cibo speziato, radici, pepe, zenzero, cumino, chiodi, peperoncino zenzero aglio, cipolla, ravanelli

Tikta (amaro

spinaci, vegetali a foglia verde, olive, cicoria, cacao, tarassaco campari, curcuma, fieno greco radici amare, rabarbaro

Kasaya (astringente)

fagioli, lenticchie, legumi in generale, carciofi, germogli, lattuga, noci, nocciole, miele, curcuma, melograno frutta dolce acerba, sostanze Kasaya (che contengono tannino come il tè)

L'ordine con cui sono stati elencati i sapori ha una sua ragione d'essere perché il primo sapore (dolce) è quello che dà maggiore forza al corpo e man mano che si va avanti con la lista, la forza che viene data al corpo dai sapori diminuisce. Così, il sapore astringente è quello che dà meno forza al corpo, mentre il dolce è quello che ne dà di più.
L'effetto del cibo e delle erbe sul corpo si può dedurre dai sapori che contengono e in tal modo si possono usare per equilibrare dosha, dhatu e mala (energie vitali, tessuti, escreti).

Una dieta che contiene tutti i sapori è considerata la migliore perché fornisce tutte le sostanze nutrienti ai vari costituenti corporei. Non utilizzando certi sapori nella giusta quantità, utilizzandone alcuni in modo eccessivo oppure mescolando i sapori in maniera squilibrata si avrà un'impropria utilizzazione dei sapori. Per esempio, un errore molto comune oggi è quello di mangiare troppe cose che contengono il sapore dolce, le persone che hanno questa abitudine oltre ad ingrassare troppo, soffrono di disturbi anche gravi come diabete, artrite, disturbi circolatori, malattie della pelle ecc.

C'è una relazione diretta fra i rasa e i dosha ed è necessario capire bene questa relazione per fare un uso appropriato dei sapori. Abbiamo affermato che ciò che li accomuna è il fatto di essere costituiti dai cinque elementi, vediamo come.

Relazione fra sapori (rasa ) e dosha:

Sapore

Elemento predominante

Azione sui dosha

Qualità

Madhura (dolce)

terra + acqua

V- P- K+

pesante, untuoso, freddo

Amla (acido)

terra + fuoco

V-P+K+

caldo, untuoso, leggero

Lavana (salato)

acqua + fuoco

V-P+K+

untuoso, pesante, caldo

Katu (piccante)

aria + fuoco

V+P+K-

caldo, secco, leggero

Tikta (amaro

aria + spazio

V+P-K-

leggero, freddo, secco

Kasaya (astringente)

aria + terra

V+P-K-

freddo, secco, pesante

La facoltà di percepire il sapore o il gusto è coordinata con l'elemento acqua e lo stesso accade per l'organo sensoriale deputato a percepire il sapore, la lingua. Da ciò è evidente che l'elemento acqua è il più importante nella formazione e percezione dei sapori, ciò malgrado, i sapori sono fatti dalla combinazione di tutti i cinque elementi, di questi cinque, sono due che normalmente prevalgono in ogni sapore. Anche nei dosha prevalgono due elementi, quindi la relazione fra dosha e rasa è basata sulla comune predominanza degli elementi

Confrontando gli elementi dominanti nei rasa e nei dosha si può dedurre facilmente
che il sapore dolce aumenta kapha perché in entrambi predominano gli elementi terra e acqua, il sapore amaro aumenta vata per la predominanza di aria e spazio, il sapore piccante aumenta pitta per la comune predominanza dell'elemento fuoco. Vediamo ora come si comportano tutti i sei sapori nei confronti dei dosha .

Vata: aumentato o squilibrato dai sapori piccante, amaro e astringente, diminuito o equilibrato dai sapori dolce, acido e salato.
Pitta: aumentato o squilibrato dai sapori piccate, acido e salato, diminuito o equilibrato dai sapori dolce, amaro e astringente
Kapha: aumentato o squilibrato dai sapori dolce, acido e salato0 , diminuito o equilibrato dai sapori piccante, amaro e astringente.

L'aumento o lo squilibrio di un dosha può essere causato dell'uso eccessivo di un certo sapore, ma se nella dieta si includono dei sapori che contrastano questa azione, esso non causerà l'aggravamento del dosha. Per esempio, il sapore acido aumenta pitta ma se ad esso si mescola il sapore amaro che invece allevia pitta, non ci sarà alcun aumento di pitta dosha che rimarrà equilibrato. Da qui l'importanza di una giusta mescolanza dei sapori.

Se il dosha viene aggravato da cause diverse dall'uso improprio dei sapori, il riequilibrio potrebbe risultare difficile usando solamente i sapori. Per esempio, se lo squilibrio di pitta risulta da una eccessiva esposizione al sole o a fonti di calore, per ridurre l'aumento di pitta non basterà aumentare il dolce l'amaro e l'astringente. Bisognerà fare anche altre cose: docce fredde, applicare creme a base di erbe rinfrescanti, esporsi alla luce della luna, ecc.

La relazione fra rasa e dosha può anche essere usata per scegliere i cibi secondo la propria costituzione personale (come vedremo in un prossimo articolo ogni persona ha per costituzione la prevalenza di uno o due dosha ), così anche in uno stato di buona salute si possono includere nella dieta tutti i sapori in una proporzione adatta alle esigenze personali. Questo aiuterà a nutrire tutti i dhatu (tessuti) e i dosha (energie vitali primarie) che rimarranno in equilibrio prevenendo l'insorgere delle malattie.

Il più forte domina il più debole

Lo squilibrio di un dosha a causa dell'uso improprio dei sapori è possibile solo se un certo sapore viene usato in eccesso per un certo periodo di tempo, mentre se l'uso improprio di un sapore è saltuario, questo non causerà squilibrio. Quando vi è interazione fra due sostanze che hanno qualità opposte, diventa più forte quella che viene usata continuamente per un lungo periodo di tempo secondo il principio: il più forte domina il più debole. Per ridurre un eccesso di kapha nel corpo, per esempio, bisognerà usare il sapore piccante (caldo e leggero) che ha qualità opposte a kapha (freddo e pesante). Per far diventare il piccante più forte di kapha bisognerà usarlo regolarmente per lungo tempo in modo che l'elemento fuoco presente nel piccante diventi più forte degli elementi terra e acqua di kapha .

Olio, ghee, miele

Secondo questo principio, nel Charaka Samhita si dice che olio, ghee (burro chiarificato) e miele alleviano rispettivamente vata, pitta e kapha. L'olio è pesante, caldo, untuoso ed ha una natura opposta a vata che è leggero, freddo e secco. Così, se l'olio viene usato regolarmente, le sue qualità diventeranno più forti di quelle di Vata alleviandolo.

Il ghee è dolce, freddo e lento ed allevia pitta che è piccante, caldo ed energico.

Il miele che è secco, penetrante ed energetico, allevia kapha che è untuoso, lento e tendente all'inerzia.

Due gruppi di sapori

I sapori vengono divisi in due gruppi principali con effetti opposti:
- riscaldanti/ rinfrescanti
- secchi/untuosi

Riscaldanti o vidahi: i cibi che vengono digeriti lentamente, producono acidità e sensazioni di bruciore durante la digestione sono considerati riscaldanti. I sapori piccante acido e salato (tutti contengono l'elemento fuoco) sono i sapori riscaldanti.
Rinfrescanti o avidahi: i cibi che non danno sensazioni di acidità e di bruciore durante o dopo la digestione sono considerati rinfrescanti. Dolce amaro e astringente, che non contengono l'elemento fuoco, sono considerati sapori rinfrescanti.

Secchi o ruksa: i sapori piccante , amaro e astringente (tutti contengono l'elemento aria che notoriamente ha la proprietà di asciugare) hanno un effetto essiccante e se presi in eccesso indeboliscono i tessuti del corpo. Untuosi o snighda: dolce, acido e salato per la loro qualità untuosa hanno l'effetto di rinforzare il corpo. Poiché i cibi di sapore snighda contengono grassi, bisogna dosare bene le quantità. Se la quantità è digerita e assimilata facilmente da jatharagni , il fuoco digestivo principale, avranno l'effetto di rinforzare il corpo, se la quantità è eccessiva, il cibo non verrà digerito completamente e la conseguenza sarà la formazione di ama (aumento dei valori del colesterolo e dei trigliceridi per esempio) che a lungo andare portano malattie.

Effetti dei vari sapori

- Dolce o madhura (terra e acqua) forma i sette dhatu, rafforza il corpo, lubrifica i vari sistemi e soddisfa i sensi. Necessario alle donne in gravidanza e durante l'allattamento, aumenta il latte materno ed è necessario ai bambini e alle persone anziane. In eccesso può produrre diabete, artrite, disturbi cardiaci, tumori, mal di testa e disturbi all'apparato urinario, nei bambini può produrre parassiti intestinali. Aumenta kapha e diminuisce vata e pitta.

- Acido o amla (terra e fuoco) favorisce l'appetito, aiuta a defecare, tonico cardiaco che regola la funzione del cuore, aumenta Jatharagni , il fuoco digestivo. In eccesso produce impurità nel sangue, prurito, disturbi della pelle, infezioni, febbre, anemia e gonfiori. Aumenta pitta e kapha , diminuisce vata.

- Salato o lavana (acqua e fuoco) aumenta l'appetito e favorisce la digestione. Contribuisce alla formazione delle nuove cellule e dei nuovi tessuti. Rimuove le ostruzioni negli srota (canali di circolazione). In eccesso provoca malattie della pelle, sensazioni di prurito e di bruciore, calvizie, formazione di rughe. Produce anche una maggiore suscettibilità ai veleni, crea gonfiore e aumenta il sanguinamento dall'utero. Aumenta pitta e kapha , diminuisce vata.

- Piccante o katu (fuoco e aria) diminuisce il gonfiore e riduce il grasso. Allevia il prurito e le malattie della pelle. Aperitivo e purificante del cavo orale. Elimina i parassiti intestinali, aiuta la guarigione delle ulcere e favorisce la coagulazione del sangue. In eccesso diminuisce kapha nelle articolazioni limitandone la lubrificazione, diminuisce il latte materno, il seme e il grasso. Può provocare tremori, dolori alla zona pelvica e rende il corpo emaciato. Utile in molti casi di allergie. Per non irritare lo stomaco, le pareti intestinali e non distruggere la flora intestinale, andrebbe preso con olio o ghee . Aumenta pitta e vata , diminuisce kapha.

- Amaro o tikta (aria e spazio) diminuisce il gonfiore causato da ritenzione idrica, è usato come tonico per il fegato. Aiuta ad eliminare dal corpo parassiti, vermi e veleni. Allevia le sensazioni di bruciore e prurito, controlla la nausea e il vomito. Purifica il latte materno. Utile nella febbre e mal di gola. In eccesso asciuga i fluidi corporei, riduce la forza del corpo, indebolisce i dhatu . Aumenta vata , riduce kapha e pitta.

- Astringente o kasaya (terra e aria) purifica il sangue, aiuta la digestione ed è utile per controllare la diarrea. Aiuta ad eliminare le tossine depositate sotto la pelle. In eccesso crea aria, gonfiore dell'addome, dolore nella zona cardiaca, costipazione, emaciazione, sete e impotenza. Aumenta vata , riduce pitta e kapha .

La conoscenza dei sapori e il loro effetto è di importanza basilare per il mantenimento della buona salute e per curare i vari disturbi, ma ci sono altri fattori da tener presente nell'uso del cibo e delle erbe essi sono: guna (le qualità di una sostanza), virya (l'energia o potenza), vipaka (l'effetto dopo la digestione) e prabhava (l'azione speciale).

Qualità delle sostanze (guna)

Nel cibo e nelle erbe troviamo 20 qualità o guna che di solito vengono abbinate per qualità opposte. La conoscenza di queste qualità aiuta a capire meglio l'azione sui dosha e sui dhatu dei cibi e delle erbe.

Qualità

Qualità opposta

pesante guru

leggero laghu

freddo shita

caldo ushna

untuoso snigdha

secco ruksha

lento, inerte manda

penetrante, acuto tikshna

fermo sthira

mobile sara

morbido mridu

duro kathina

chiaro, fluido vishada

opaco, vischioso picchila

liscio slakshna

ruvido khara

grossolano sthula

sottile sukshma

denso sandra

liquido drava


Come abbiamo visto il cibo viene scelto principalmente in base al sapore e non in base ai contenuti di carboidrati, proteine ecc. Un altro parametro per la scelta della sostanza adatta è la qualità, mentre la composizione chimica non viene presa in considerazione. Quando nei tempi antichi non c'era modo di stabilire quali principi attivi conteneva una pianta, per capire il suo effetto si guardava al sapore, alle qualità, alla potenza, la conoscenza che ne risultava era in certi casi più accurata di quella che ricaviamo oggi con le analisi e prove di laboratorio.

Per esempio, due sostanze usate come rimedio in Ayurveda sono la perla e la conchiglia, se guardassimo solo alla composizione chimica vedremmo che ambedue sono principalmente composti di carbonato di calcio, ma la loro azione è diversa perché una ha qualità fredda e untuosa, mentre l'altra è calda e secca. Il loro impiego avviene per disturbi completamente diversi: la prima quando è necessario un effetto lenitivo e rinfrescante come nel caso di un eccesso di pitta, la seconda per avere un effetto riscaldante e stimolante come per un eccesso di kapha .

Il frutto di Emblica officinalis o Amalaki viene usato non tanto per il suo altissimo contenuto di vitamina C, ma per le sue qualità: leggero, secco, freddo; perché contiene tutti i sapori tranne il salato; perché ha un vipaka (effetto post digestivo) dolce e perché agisce su tutti e tre i dosha. Tutte queste qualità rendono il frutto di Amalaki un ottimo rasayana molto usato in Ayurveda sia da solo che in associazione nelle formulazioni classiche. Oggi sappiamo che la vitamina C contrasta i radicali liberi che sono una causa di decadimento prematuro delle cellule dei tessuti del corpo, ciò spiega l'effetto ringiovanente e tonificante di Amalaki .

Energia (Virya)

L'energia o potenza di una sostanza, in sanscrito virya , si stabilisce in base alle sue qualità. Nei testi ayurvedici si descrivono otto tipi di virya (energia o potenza): leggera / pesante, fredda / calda, untuosa / secca, inerte / penetrante.

Di queste otto qualità generalmente se ne considerano solo due che sono le più importanti:
calda e fredda o ushna e shita . Le sostanze che hanno ushna virya producono nel corpo un effetto riscaldante mentre le sostanze con shita virya hanno un effetto rinfrescante.

Effetto o sapore post digestivo (Vipaka)

Il sapore che viene percepito in bocca masticando un cibo o un'erba può cambiare dopo la digestione, questo sapore post digestivo non può essere percepito dalla lingua ma è possibile dedurre il suo effetto da quel che accade nella fisiologia, tale effetto viene riportato a quello esercitato normalmente dai sapori, per questo il vipaka viene definito come sapore.

Secondo i testi ayurvedici il vipaka può essere di tre tipi:

Dolce (madhura vipaka): le sostanze di sapore dolce e salato hanno un vipaka dolce. L'effetto è di aumentare kapha , aiutano ad eliminare feci ed urina, accrescono i fluidi riproduttivi, hanno qualità pesante.

Acido (amla vipaka): le sostanze di sapore acido hanno vipaka acido. Aumentano pitta , aiutano ad eliminare feci ed urina, riducono i fluidi riproduttivi, hanno qualità leggera.

Piccante (katu vipaka): le sostanze di sapore piccante, amaro e astringente hanno vipaka piccante. Aumentano vata , trattengono feci e urina, riducono i fluidi riproduttivi, hanno qualità leggera.

Azione particolare (Prabhava )

Ci sono delle sostanze che hanno un'azione particolare di natura sconosciuta, incomprensibile e impensabile; è possibile che due sostanze aventi rasa, virya e vipaka, identici abbiano azioni del tutto diverse.

Una sostanza con energia riscaldante come il basilico ha un effetto rinfrescante (il basilico viene usato in caso di febbre), alcune erbe quando vengono prese con sostanze veicolanti diverse (anupan in Ayurveda), hanno azione diversa. Per esempio, i semi di Plantago psyllium (Isabgol ) presi con yogurt aiutano a fermare la diarrea, quando invece vengono presi con acqua calda contrastano la costipazione. Questa azione particolare che non rientra nei parametri degli effetti del sapore, dell'energia o dell'effetto post digestivo viene chiamata prabhava .

Concludendo, si può dire che il sapore o rasa viene usato soprattutto per stabilire l'effetto del cibo. Quando si usano le erbe (le "droghe" nel corretto termine erboristico) con cui si preparano i rimedi e le medicine ayurvediche, si tengono in considerazione anche guna, virya, vipaka e prabhava .

Alcune erbe agiscono in base al gusto (rasa ), alcune in base alle qualità (guna ), altre in base alla potenza (virya) o all'effetto dopo la digestione (vipaka ) e altre ancora in base al loro effetto speciale chiamato prabhava .

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