Guida pratica per affrontare la stagione Vata

VATA

La natura si sta già preparando a tuffarsi nella stagione che verrà: l’autunno. Anche se, a dirla tutta, l’autunno non è altro che la preparazione all’inverno. Ma non facciamoci prendere dal panico, abbiamo ancora qualche mese prima di seppellirci in caldi plaid sul divano davanti al camino. Sì perché, la nostra amata mezza stagione (che spesso e volentieri accusiamo di essersi estinta) è un momento di transizione fondamentale per prepararci ad affrontare l’inverno. Piano piano gli alberi cambiano colore e iniziano a denudarsi; le temperature si abbassano, gli strati di vestiti aumentano, arriva il vento. Ma oggi il vento soffia forte e fresco, e domani è di nuovo ora delle maniche corte: è l’incostanza dell’autunno. Le foglie, gli alberi e l’atmosfera iniziano a seccarsi e di pari passo anche la nostra pelle perde la lucentezza, il colorito e l’idratazione dell’estate. È Vata che si fa sentire nel momento in cui si deve fare sentire. Esatto perché l’autunno coincide proprio con l’inizio della stagione dominata dal Dosha composto dagli elementi Aria e Spazio. Le sue qualità sono l’essere secco, ruvido, freddo, incostante, instabile…vi ricorda qualcosa? Ma poiché in Ayurveda vige la regola per cui “il simile aumenta il simile” e visto che viviamo in un’era in cui praticamente tutti abbondiamo di Vata nelle nostre vite e nei nostri corpi, è particolarmente importante adottare delle abitudini precise per non soccombere a questa indigestione di Vata che di certo non ci giova. Proprio qui ci salva ancora una volta l’Ayurveda. Principalmente dovremmo lavorare su tre aspetti: la routine, l’alimentazione, e, ovviamente, la cura del corpo.

1. ROUTINE
Non è colpa nostra (almeno non del tutto): guidare, parlare al telefono, stare al computer, fare le ore piccole, saltare i pasti. Dobbiamo lavorare e non siamo monaci tibetani ma, ahinoi, viviamo in un paese occidentalizzato in cui più cerchi di non perdere tempo e più ne perdi. Tutto questo piace molto a Vata, talmente tanto che continua ad accumularsi e questo ci crea stress, ansia e difficoltà di concertazione, cambiamenti di idea improvvisi. Ci sentiamo noi stessi in transizione, sulle spine, senza contare le occhiaie e la pelle secca: tutte manifestazioni dell’aumento sconsiderato degli elementi Aria e Spazio nella fisiologia. La chiave per uscirne, o ancora meglio, per evitare che succeda, è quella di adottare una routine anti-Vata. Per contrastare la variabilità dell’Aria, routine è la parola magica: impegnarsi a fare le stesse azioni alla stessa ora tutti i giorni ci darà quelle radici che ci manterranno fissi sulla terra per non volare via con il vento autunnale. Quindi, svegliarsi presto al mattino, idealmente 40 minuti prima che sorga il sole, ma prima delle 7 può andare bene lo stesso, praticare una leggera attività fisica come lo Yoga Asana, farsi l’automassaggio con un olio ayurvedico erbalizzato caldo e fare colazione con cibi caldi, cotti e nutrienti ci farà iniziare la giornata all’insegna dell’equilibrio e della stabilità. Il pranzo va consumato come pasto principale prima delle 14, (alle 12 il nostro potere digestivo è nel suo picco); la cena prima delle 20 (in un mondo ideale, mangeremmo alle 18). Per dare il colpo fatale al Vata accumulato durante il giorno, dovremmo andare a dormire prima delle 22. Durante il giorno si dovrebbero evitare le situazioni di stress eccessivo, evitare di mangiare con la televisione accesa, il computer o il cellulare. Limitare le telefonate all’essenziale e, se si riesce, evitare di litigare o discutere con amici, parenti, colleghi, conoscenti e sconosciuti. All’inizio, cambiare la propria routine rappresenta una difficoltà che si vede quasi come insormontabile, ma ricordiamoci che il corpo umano ci mette dai 21 ai 30 giorni per considerare un cambiamento come qualcosa di normale. Il cambiamento non è uno schiocco di dita, quindi se domani partiamo con questa nuova routine, non pretendiamo che dopodomani il corpo si sia già abituato. Ma se perseveriamo, saremmo prontissimi per quando arriva l’autunno e potremmo prevenire l’accumulo di Vata.

2. ALIMENTAZIONE
Mangiare a orari precisi non basta: bisogna anche scegliere con cura cosa mangiare durante questa stagione. Abbiamo detto che in Ayurveda “il simile aumenta il simile”, ma è altrettanto vero che “il dissimile diminuisce il dissimile” e quindi se la stagione è secca, fredda e leggera, dovremmo cercare di mangiare cibi cotti, caldi e nutrienti. Cibi sostanziosi ad alto contenuto di proteine e grassi con spezie riscaldanti e stimolanti, serviti caldi ci daranno una grossa mano a mantenere il Vata controllato. Dimentichiamoci le insalatone estive e le paste fredde! Via libera alle verdure cotte, minestre, zuppe, legumi. Ricordiamoci che l’Ayurveda ci dice di favorire sempre le verdure e la frutta di stagione e di evitare i cibi surgelati e in scatola. Come verdure abbondiamo di zucche, zucchine, carote, patate dolci, barbabietole; i frutti da preferire sono mele cotte, banane, datteri, fichi, agrumi e prugne. Amaranto, riso basmati, riso integrale, quinoa, avena, legumi dahl e tutti i tipi di noci sono da favorire. Ghee, latte caldo, burro e formaggi si possono consumare durante questa stagione e non dimentichiamoci di usare le spezie come cannella, cumino, noce moscata, zenzero, curcuma, cardamomo, pepe, chiodi di garofano, zafferano, asafedita e paprika. L’acqua calda è certamente un must, magari con un po’ di zenzero, ma lo sono anche le tisane di spezie riscaldanti. Caffeina e teina aggravano Vata, quindi sforziamoci di diminuirne il consumo.

3. CURA DEL CORPO
Abbiamo già menzionato qualche riga fa che è importante inserire nella routine l’automassaggio con olio ayurvedico erbalizzato caldo: la pratica del massaggio e dei trattamenti sul corpo sono un grande strumento per pacificare Vata. Ma non solo, è importante anche prendersi il tempo per farsi massaggiare: infatti, nei testi della tradizione ayurvedica, si riporta come le persone, oltre all’automassaggio, dovrebbero sottoporsi a massaggi e trattamenti ayurvedici almeno una volta alla settimana. L’olio ayurvedico che si usa durante i trattamenti sarà caldo e erbalizzato con piante ayurvediche che aiutano a pacificare Vata. Questo, da un lato ci permette di bilanciare Vata in maniera sottile grazie all’olio caldo, alle manualità e alle piante, dall’altro ci aiuta a nutrire i tessuti e a preparare la pelle alle temperature invernali. A livello di skincare vera e propria dobbiamo utilizzare prodotti nutrienti, che apportano idratazione ma senza appesantire, che rafforzano le difese naturali della pelle e la proteggano dalle aggressioni ambientali.

Tutto ciò che abbiamo appena descritto ci aiuta a bilanciare Vata, non a eliminarlo: una certa quantità di aria e spazio (e quindi di Vata) ci permette di essere creativi, spontanei e leggeri. Un Vata equilibrato ci dà lo spazio necessario affinché tutto esista, per sapersi destreggiare tra i mille impegni che abbiamo senza impazzire.

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