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Integratori Ayurvedici: alleati naturali per la salute!

I principi attivi delle piante sono tra i rimedi più antichi ed efficaci per mantenere uno stato di salute in grado di supportarci nella vita di tutti i giorni. Con le conoscenze ayurvediche, sono nate numerose preparazioni che agiscono stimolando i naturali processi di autoriparazione e autoguarigione già presenti nel corpo umano. Molte volte, infatti, sebbene possiamo trovarci sopraffatti da fattori esterni destabilizzandi, il nostro corpo ha solo bisogno di ritrovare il suo naturale equilibrio.

L’importanza delle piante ayurvediche 

L’uso delle piante medicinali ha accompagnato l’uomo nella storia. Esistono documenti che testimoniano come molte civiltà del passato abbiano usato le piante e le conoscenze erboristiche per creare rimedi naturali per curare, prevenire e mantenere la salute.

Con l’avvento dell’età moderna e il progresso tecnologico, molti rimedi a base di piante della tradizione sono stati oggetto di analisi e studi. È così che i costituenti fitochimici delle piante sono diventati principi attivi, che una volta sintetizzati in laboratorio, sono utilizzati per comporre i moderni farmaci. Questo purtroppo ha messo in secondo piano la tradizione erboristica autoctona. 

In India, gli studiosi hanno individuato 15mila tipi di piante medicinali. La medicina ayurvedica utilizza più di 7000 piante, mentre le altre medicine della tradizione indiana ( Siddha e Unani) ne impiegano solamente 1300. (fonte WHO).

La “biblioteca digitale della conoscenza tradizionale” implementata dal governo indiano per preservare la scienza e la conoscenza tradizionale indiana, contiene i dati di oltre 65mila formulazioni ayurvediche. Inoltre, il ministero indiano AYUSH (Ministero dell’Ayurveda, Yoga, Naturopatia, Unani, Siddha e omeopatia) ha individuato ad oggi oltre 6000 ricerche e studi clinici sulle piante e formulazioni erboristiche e fitoterapiche.  

Il Dravyaguna: come agiscono le piante

Il Dravyaguna si occupa dello studio delle proprietà ed effetti delle piante, ed è una branca della scienza Vedica.

Dravya significa sostanza e Guna significa qualità. Infatti, questa scienza classifica ogni singola pianta, ma anche ogni singolo principio fitoterapico, il quale viene descritto e definito in base a 6 caratteristiche:  

Guna (o “qualità”), 

Rasa (o “gusto”), 

Virya (o “potenza”), 

Vipaka (o “effetto post digestivo”),  

Karma (o “azione”) 

Prabhava (o “effetto specifico”) 

 

Gli antichi vedici che formularono i principi dell’Ayurveda e individuarono le formulazioni di piante che oggi conosciamo hanno seguito il principio della similitudine. 

Il simile aumenta il simile e il dissimile diminuisce il dissimile. 

I 5 elementi (spazio, aria, fuoco, acqua e terra) costituiscono tutto ciò che esiste nel regno animale, vegetale e minerale. Anche le piante ayurvediche e il corpo umano sono per tanto costituiti da questi 5 elementi.

La similarità o dissimilarità tra le piante e i tessuti corporei è ciò su cui si basa la selezione e la descrizione delle formulazioni ayurvediche. Per esempio, se una pianta o sinergia di piante ha qualità riscaldanti, questa andrà ad aumentare il calore nell’organismo della persona che la assumerà. Quindi, se la persona ha una fisiologia fredda, questo rimedio sarà utile per ristabilire l’equilibrio, ma se la persona ha una fisiologia calda (es. la febbre), il rimedio andrà ad aumentare la temperatura e non ripristinerà l’equilibrio. 

 

I testi ayurvedici classici descrivono non solo le formulazioni e le loro caratteristiche, ma anche tutti i metodi e modalità di raccolta delle piante. Ogni pianta conserva in sé un delicato laboratorio chimico che va rispettato.

L’efficacia degli integratori ayurvedici

La classificazione descritta sopra ci insegna come l’obiettivo delle formulazioni ayurvediche non è semplicemente “curare” il sintomo. Piuttosto, denota come le piante possano svolgere un’azione profonda che va dall’interno verso l’esterno, dalla causa all’effetto. 

Le preparazioni ayurvediche agiscono stimolando processi di autoriparazione ed autoguarigione, meccanismi raffinati già presenti nel corpo umano. Il corpo ha la tendenza innata a cercare di regolarsi e auto-equilibrarsi, tuttavia spesso si trova sopraffatto da cause esterne che lo destabilizzano.  

I processi omeostatici attivati da queste formulazioni in maniera gentile, sostengono l’intera fisiologia. Il corpo e di per se una grande farmacia in grado di autoprodurre tutti i rimedi occorrenti. Inoltre, le formulazioni ayurvediche agiscono stimolando l’organismo a produrre i costituenti necessari per la guarigione. I preparati di erbe ayurvedici sono in grado di trasmettere gli impulsi giusti per ripristinare il flusso dell’intelligenza naturale del corpo.  

Quando la sequenza è intatta, l’innata intelligenza fluisce e i dosha tornano in equilibrio. Il ripristino della salute ne è l’effetto finale.

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